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21.062017

Illicit use of the corporate phone legitimises dismissal for just cause (Il Sole 24 Ore – Il Quotidiano del Lavoro, 21 June 2017 – Vittorio De Luca, Elena Cannone)

La sezione lavoro della Corte di cassazione, con la sentenza n. 4262 del 17 febbraio 2017, ha affrontato il tema della legittimità del licenziamento per giusta causa intimato ad un dipendente con qualifica di quadro per uso personale dell’utenza telefonica mobile intestata al datore di lavoro e concessa in dotazione per ragioni di servizio. La Cassazione, ritenendo corretta la decisione dei giudici di merito, ha escluso l’asserita violazione dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori eccepita dal dipendente sull’assunto che il datore di lavoro, per accertare la sua condotta illecita, non ha fatto uso di impianti audiovisivi o altre apparecchiature preordinate al controllo a distanza dell’attività lavorativa, bensì delle risultanze emerse dai tabulati del traffico telefonico. Secondo la Corte, infatti, “è del tutto legittimo che parte datoriale, nel controllo di gestione della sua attività, possa rilevare anomalie nell’uso dei beni concessi in dotazione ai propri dipendenti, come ad esempio i telefoni cellulari, dai cui tabulati, relativi al traffico voce o dati (trasmessi unitamente alle relative fatturazioni, peraltro con debite omissioni ed opportuni mascheramenti) emergano stranezze tali da poter indurre a ritenere abusi da parte degli affidatari”. La Cassazione ha, quindi, confermato la piena legittimità del licenziamento intimato, considerando del tutto proporzionale la sanzione espulsiva del recesso rispetto all’addebito mosso nei confronti del dipendente.


Leggi la versione originale dell’articolo pubblicata su Il Sole 24 Ore e su  Il Quotidiano del Lavoro.