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05.042013

Per il giudice il mobbing richiede l’intento vessatorio (Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2013, pag. 14)

La Corte di Cassazione, con la sentenza 7985 pubblicata lo scorso 2 aprile, ha dichiarato che il mobbing può essere accertato dal giudice del lavoro solo se viene data la prova circa una serie di atti vessatori compiuti ai danni di un lavoratore, collegati tra loro allo scopo di arrecare un danno alla persona. L’onere della prova ricade sul lavoratore, il quale deve dimostrare che il datore di lavoro abbia realizzato un insieme di azioni coordinate per emarginarlo.