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01.102015

Codice di riordino dei contratti: rilancio dei contratti di secondo livello

Con l’entrata in vigore del il “Codice di riordino dei contratti”, nella specie il D.Lgs. n. 81/2015, si apre una nuova fase nelle dinamiche contrattuali e nelle relazioni industriali. Si assiste, infatti, ad un notevole ampliamento degli ambiti nei quali gli accordi di secondo livello possono derogare alle regole generali di diversi istituti contrattuali consentendo così al datore di lavoro di adattarli alla propria realtà aziendale. Basta al riguardo leggere l’art. 51 del Decreto, il quale pone sullo stesso piano gli accordi nazionali e gli accordi aziendali (o territoriali), purché sottoscritti delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e – nel caso degli accordi aziendali – dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria. Il contratto collettivo di secondo livello diventa così la sede privilegiata per la regolarizzazione del lavoro flessibile.