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12.022015

CORTE DI CASSAZIONE: L’INSULTO AL SUPERIORE NON VALE IL LICENZIAMENTO (IL SOLE 24 ORE, 12 FEBBRAIO 2015, PAG. 41)

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 2692/15, ha statuito che l’utilizzo da parte del lavoratore di parole offensive e volgari nei confronti di un responsabile aziendale a lui gerarchicamente sovraordinato costituisce insubordinazione di grado lieve e, alla luce della disciplina delineata dal contratto collettivo, è sanzionabile con una mera sanzione conservativa, risultando sproporzionata, per contro, l’irrogazione di un provvedimento espulsivo.