« Indietro
17.012018

Danno esistenziale e demansionamento, risarcibile anche in base a presunzioni semplici e massime di comune esperienza (Il Quotidiano del Lavoro, 17 gennaio 2018 – Alberto De Luca, Antonella Iacobellis)

La Suprema Corte con sentenza n. 82 del 4 gennaio 2018 occupandosi di una richiesta di danno da demansionamento presentata da una lavoratrice part-time,  ha statuito che il danno esistenziale – da intendersi come ogni pregiudizio, non meramente emotivo ed interiore ma oggettivamente accertabile, provocato sul fare areddituale del soggetto, concretizzandosi nello sconvolgimento delle sue abitudini e dei suoi assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno – va dimostrato in giudizio dal lavoratore con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, tra i quali assume precipuo rilievo la prova per presunzioni. Nel caso de quo, è stato ritenuto dimostrato il danno esistenziale preso atto, tra l’altro, della durata del disagio patito, della conoscibilità all’interno ed all’esterno del luogo di lavoro dell’operata dequalificazione, delle frustrate ragionevoli aspettative di progressione professionale.


Leggi la versione originale dell’articolo pubblicata su Il Quotidiano del Lavoro.