Categorie: Insights, Giurisprudenza


28 Gen 2018

Le conseguenze sanzionatorie della contestazione tardiva

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 30985/2017, ha risolto il contrasto giurisprudenziale creatosi in merito al regime sanzionatorio in caso di licenziamento disciplinare viziato da una contestazione tardiva dell’illecito posto a suo fondamento. La controversia da cui scaturisce la pronuncia delle Sezioni Unite nasce dal ricorso presentato da un lavoratore avverso il licenziamento per giusta causa intimatogli a fronte di un procedimento disciplinare avviato a circa 2 anni dall’avvenuta cognizione, da parte della società datrice di lavoro, dei fatti addebitatigli. Due gli orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Secondo il primo orientamento il vizio della tardiva contestazione non costituisce un carattere sostanziale del diritto di recesso del datore, applicandovi, quindi, la tutela indennitaria di cui all’art. 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori. Il secondo orientamento considera l’immediatezza del provvedimento espulsivo un elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro, con conseguente applicazione della tutela reintegratoria ex art. 18, comma 4, dello Statuto dei Lavoratori. Le Sezioni Unite hanno deciso di aderire – alla conclusione di una travagliata vicenda processuale – al primo orientamento, formulando il seguente principio di diritto: “La dichiarazione giudiziale di risoluzione del licenziamento disciplinare conseguente all’accertamento di un ritardo notevole e non giustificato della contestazione dell’addebito posto a base del provvedimento di recesso, ricadente «ratione temporis» nella disciplina dell’art. 18 della legge n. 300 del 1970, così come modificato al comma 42 dell’art. 1 della legge n. 92 del 28.6.2012, comporta l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso art. 18 della legge n. 300/1970”. Ciò significa che, in presenza di un licenziamento illegittimo per tardiva contestazione deve applicarsi la tutela indennitaria piena, che comporta il riconoscimento in favore del lavoratore interessato, fermo restando la risoluzione del rapporto di lavoro, di una indennità risarcitoria di importo compreso tra le 12 e le 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

1 Set 2026

File aziendali eliminati dal PC: licenziamento legittimo anche senza prova del danno

La vicenda trae origine dal licenziamento disciplinare intimato a una dipendente con funzioni di segreteria generale che, in occasione della restituzione del computer aziendale a seguito di un…

1 Set 2026

Lavoro straordinario: non basta un prospetto riepilogativo, il lavoratore deve provare in modo rigoroso ore e quantità della prestazione

Con l’ordinanza n. 20700 del 18 giugno 2026, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di lavoro straordinario, ribadendo che il lavoratore che ne rivendichi…

1 Set 2026

Lo sai che… il superminimo rimasto invariato per anni può diventare non assorbibile?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 24475 del 5 agosto 2026, ha confermato che il superminimo individuale, pur essendo normalmente soggetto al principio dell’assorbimento nei…

3 Ago 2026

Trasparenza salariale, in arrivo le prime richieste dai dipendenti (Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2026 – Vittorio De Luca)

A due mesi dal decreto. Dall’entrata in vigore del Dlgs 96/2026, il 7 giugno, secondo una survey flash condotta da Gidp, l’8% dei direttori delle risorse umane ha…

30 Lug 2026

Controlli aziendali e tutela dei dati: quale equilibrio?

Con una recente sentenza del Tribunale di Pisa n. 800 del 13 giugno 2026 si affronta un tema di particolare interesse per le aziende: il delicato equilibrio tra…

30 Lug 2026

Licenziamento illegittimo e reintegra: il lavoratore deve restituire l’indennità di preavviso 

Con l’ordinanza n. 22187 del 28 giugno 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della restituzione dell’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta al lavoratore in caso…