Categorie: Insights, Pubblicazioni

Tag: Decreto Fiscale, Falsa fatturazione


30 Nov 2019

Il reato di falsa fatturazione entra nel decalogo dei reati presupposti (Newsletter Norme & Tributi n. 137 Camera di Commercio Italo-Germanica – Vittorio De Luca, Elena Cannone)

Il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili” (c.d. Decreto fiscale), ha ampliato il decalogo dei reati presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti. Nella specie è stato inserito nel novero di detti reati, l’illecito di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” (alias reato di falsa fatturazione). Si tratta della prima tipologia di reato tributario specifico dell’impresa. Questa inclusione trova la sua fonte, a livello comunitario, nella Direttiva 1371/2019 (Direttiva PIF) sul contrasto alle frodi lesive degli interessi dell’UE. In caso di contestazione di tale tipologia di reato e condanna del legale rappresentante, l’ente sarà esposto ad una sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. Il valore di una quota va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1745 euro. Tradotto in termini economici la sanzione applicabile potrà arrivare ad un ammontare complessivo pari ad euro 774.500. La comminazione della sanzione sarà automatica, a meno che l’ente non dimostri di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il verificarsi dell’illecito. In considerazione di quanto sopra esposto, qualora il Decreto dovesse essere convertito in legge, sarà opportuno aggiornare i Modelli adottati, considerando anche tale tipologia di reato, implementare procedure e controlli adeguati ed effettuare sessioni formative specifiche in ambito aziendale.  

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