Categorie: Insights, Lo sai che

Tag: Welfare


26 Set 2023

LO SAI CHE… negli Stati Uniti sono sempre più diffusi i c.d. “fertility benefits” come strumenti di attrazione di nuove risorse?

L’ultima frontiera dei benefit aziendali arriva dagli Stati Uniti, dove, secondo un’analisi condotta dal Wall Street Journal, sembra essere sempre più diffusa la tendenza dei datori di lavoro ad offrire, come strumento di attrazione di talenti i c.d. “benefits per la fertilità”, ossia una serie di servizi a copertura delle spese necessarie per sostenere trattamenti clinici a favore dei soggetti affetti da infertilità.

Trattasi di una tematica di grande rilievo tenuto conto che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’infertilità colpisce una persona su sei in tutto il mondo e che, molto spesso, le spese da sostenere per poter accedere a tali servizi sanitari sono molto elevate.

Questa tipologia di benefit non risulta essere ancora approdata in Italia. La spiegazione risiede probabilmente anche nella normativa particolarmente restrittiva in materia di procreazione assistita, in vigore in Italia.

Da un punto di vista giuslavoristico, lo strumento a disposizione delle aziende per offrire ai dipendenti servizi di sostegno alle prestazioni sanitarie esiste ed è quello del welfare aziendale che consente alle aziende di offrire ad esempio forme di assicurazione sanitaria integrative erogabili ai dipendenti sotto forma di flexible benefits garantendo una forma di tutela ed assistenza ulteriore rispetto al SSN.

Per i dipendenti, aderire a queste forme di assistenza sanitaria erogate dall’azienda significa avere diritto a varie prestazioni sanitarie nei centri o ospedali convenzionati. 

È bene ricordare che da un punto di vista fiscale e contributivo i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro non concorrono, entro una determinata soglia, a formare reddito da lavoro dipendente con conseguente beneficio economico sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. 

I c.d. “fertility benefits” potrebbero quindi, rientrando nell’alveo delle prestazioni sanitarie, essere inseriti all’interno dei servizi di assistenza sanitaria integrativa ovvero offerti dall’azienda nell’ambito di un piano di welfare aziendale in totale esenzione d’imposta, entro i limiti fissati dall’apposito regolamento o accordo sindacale aziendale.

Altri insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

1 Set 2026

File aziendali eliminati dal PC: licenziamento legittimo anche senza prova del danno

La vicenda trae origine dal licenziamento disciplinare intimato a una dipendente con funzioni di segreteria generale che, in occasione della restituzione del computer aziendale a seguito di un…

1 Set 2026

Lavoro straordinario: non basta un prospetto riepilogativo, il lavoratore deve provare in modo rigoroso ore e quantità della prestazione

Con l’ordinanza n. 20700 del 18 giugno 2026, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di lavoro straordinario, ribadendo che il lavoratore che ne rivendichi…

1 Set 2026

Lo sai che… il superminimo rimasto invariato per anni può diventare non assorbibile?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 24475 del 5 agosto 2026, ha confermato che il superminimo individuale, pur essendo normalmente soggetto al principio dell’assorbimento nei…

3 Ago 2026

Trasparenza salariale, in arrivo le prime richieste dai dipendenti (Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2026 – Vittorio De Luca)

A due mesi dal decreto. Dall’entrata in vigore del Dlgs 96/2026, il 7 giugno, secondo una survey flash condotta da Gidp, l’8% dei direttori delle risorse umane ha…

30 Lug 2026

Controlli aziendali e tutela dei dati: quale equilibrio?

Con una recente sentenza del Tribunale di Pisa n. 800 del 13 giugno 2026 si affronta un tema di particolare interesse per le aziende: il delicato equilibrio tra…

30 Lug 2026

Licenziamento illegittimo e reintegra: il lavoratore deve restituire l’indennità di preavviso 

Con l’ordinanza n. 22187 del 28 giugno 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della restituzione dell’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta al lavoratore in caso…