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Controllo dei dipendenti: quando il “bossware” diventa un rischio legale (Agenda Digitale, 2 marzo 2026 – Martina De Angeli)

Il monitoraggio dei lavoratori attraverso strumenti digitali è una pratica in rapida espansione, accelerata dalla diffusione del lavoro da remoto e dalla trasformazione digitale delle imprese. Prima di adottare questi sistemi, tuttavia, è indispensabile comprendere il quadro normativo che ne disciplina l’utilizzo.

Il fenomeno del bossware: una nuova frontiera del controllo datoriale

Negli ultimi anni l’influenza della trasformazione digitale dei processi aziendali e la diffusione del lavoro da remoto hanno favorito l’adozione di strumenti tecnologici sempre più sofisticati per il monitoraggio dell’attività lavorativa. Tali soluzioni – definite anche tramite il neologismo inglese “bossware” che vede
unire i termini “boss” e “software”, ossia “il software del capo” o “il software per il capo” – consentono di tracciare tempi di connessione, utilizzo delle applicazioni, flussi di comunicazione, livelli di produttività, geolocalizzazione e, in alcuni casi, di acquisire screenshot o registrazioni delle attività svolte.

Se da un lato questi strumenti promettono maggiore efficienza organizzativa e tutela del patrimonio aziendale, dall’altro sollevano interrogativi rilevanti sul piano giuridico ed etico, incidendo direttamente sulla riservatezza dei lavoratori, sul rapporto fiduciario e sul clima aziendale.

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