È recente la notizia che uno dei più importanti player del “food delivery” in Italia è stato sottoposto a
controllo giudiziario, disposto con decreto d’urgenza del pubblico ministero – procura di Milano, all’esito di una indagine che, a quanto emerge, ha portato le autorità a formulare l’accusa di “caporalato” (ossia il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”) e non solo.
Stando alle poche notizie allo stato disponibili, nell’ambito della recente attività ispettiva sarebbero stati
infatti riscontrati diversi indici di sfruttamento dei c.d. “riders”, tra i quali spiccherebbe l’applicazione di un
contratto collettivo stipulato da organizzazioni sindacali non rappresentative e la conseguente applicazione di trattamenti economici e normativi ben al di sotto dei minimi costituzionalmente garantiti, tali da far emergere una generale condizione di “sfruttamento” dei lavoratori.
Parimenti, all’esito di una analisi dei database facenti capo alla piattaforma di food delivery e della raccolta di numerose testimonianze, la procura sembrerebbe aver disconosciuto la natura “autonoma” formalmente riconosciuta ai rapporti di lavoro intercorsi con gli stessi “riders”: ciò, a quanto si legge, essendo gli stessi asseritamente “etero-organizzati” mediante sistemi di monitoraggio e gestione da remoto delle varie fasi dell’attività lavorativa.
Tale vicenda assume rilievo soprattutto in considerazione della – ancora attuale – poca trasparenza
normativa che governa il settore di riferimento. Ciò, nonostante i numerosi interventi legislativi diretti, negli ultimi anni, a disciplinare i rapporti di lavoro dei c.d. “ciclofattorini”.
È infatti proprio il profilo qualificatorio – dal quale la procura sembra muovere per contestare, in un secondo momento, il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro – un tema che, sino ad oggi, ha fortemente impegnato i giudici investiti del contenzioso relativo al rapporto di lavoro dei riders, che a tal fine si sono dovuti confrontare con previsioni normative suscettibili di diverse interpretazioni.
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