De Luca & Partners

COLLEGATO LAVORO: L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI

 Di seguito si riportano le più significative proposte di modifica (presentate dal relatore Maurizio Castro, PDL) fra gli oltre cento emendamenti al DDL sul lavoro, che saranno esaminate oggi dalla Commissione Lavoro del Senato:
 
     quanto all’arbitrato obbligatorio, un lavoratore del settore privato potrà esprimere, al momento della firma della clausola compromissoria, la volontà di ricorso all’arbitrato su tutte le controversie che dovessero insorgere in futuro. Dette clausole dovranno essere certificate dalle commissioni di certificazione. Con ciò rendendo vana la modifica approvata dalla Camera che, invece, consente ai lavoratori di scegliere di volta in volta, in caso di controversia, se ricorrere all’arbitro o al giudice;
 
     per quanto concerne i termini per l’impugnazione, il lavoratore ha a disposizione 270 giorni (anziché 180) per avviare il giudizio contro il licenziamento. Tale termine decorre dal deposito del ricorso alla cancelleria del tribunale o dalla comunicazione della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato;
 
     in caso di licenziamento in forma orale, il lavoratore ha 90 giorni  di tempo per rivendicare i propri diritti (anziché 60). Se non sono stati indicati i motivi, il termine decorre dalla data entro cui i motivi dovevano essere comunicati;
 
     quanto alla “sanatoria” inerente le collaborazioni coordinate e continuative, il datore di lavoro deve aver offerto al lavoratore, entro il 30 settembre 2008, la stipula di un contratto subordinato, anche a termine e, dopo l’entrata in vigore del Collegato Lavoro, deve offrire al collaboratore un’occupazione a tempo indeterminato “in mansioni equivalenti a quelle accertate”.
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