«L’intelligenza artificiale incide significativamente e in modo diretto sull’organizzazione del lavoro e sui
modelli di gestione del personale».
Martina De Angeli, senior associate De Luca & Partners, non ha dubbi sull’impatto dirompente dell’AI, per velocità e portata, sul mondo del lavoro. «L’automazione di attività ripetitive e l’utilizzo di strumenti di analisi avanzata. modificheranno radicalmente processi quali selezione, valutazione e pianificazione
delle risorse», avverte De Angeli. Una trasformazione che accelera tempi e decisioni, anche grazie alla capacità di elaborare rapidamente grandi volumi di informazioni.
«Questo comporta una progressiva revisione degli assetti organizzativi con, in alcuni casi, effetti sul piano occupazionale. Parallelamente, si rafforza l’esigenza di presidio umano nelle fasi decisionali e di controllo dei processi», sottolinea De Angeli. È proprio sul piano occupazionale che emergono le tensioni maggiori. «L’Intelligenza artificiale, al pari di qualsiasi fattore che incida sull’organizzazione aziendale o sulle competenze richieste ai lavoratori, può, a determinate condizioni, legittimare un mutamento di mansioni o persino integrare un giustificato motivo di licenziamento.
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