Su Business People, il nostro managing partner Vittorio De Luca racconta un tessuto produttivo prudente, ma tutt’altro che immobile: un sistema che sta ripensando processi, competenze e modelli di gestione per affrontare le sfide del presente e costruire la competitività di domani.
Di seguito, le domande emerse dall’intervista.
Quali sono le principali priorità che intercettate?
Le aziende stanno affrontando una fase di cambiamento molto rapida.
Uno dei temi più sentiti riguarda la trasparenza retributiva: molto imprese si stanno rendendo conto che sarà necessario rivedere politiche salariali, ruoli e criteri di attribuzione delle responsabilità.
Allo stesso tempo, l’ingresso dell’AI e delle nuove tecnologie nei processi aziendali impone continue riflessioni sull’organizzazione del lavoro. Il tema non è tanto se utilizzare questi strumenti, ma come integrarli senza creare squilibri all’interno dell’azienda.
Le pmi italiane vivono una fase di crescita, difesa o incertezza?
L’impressione è quella di un contesto eterogeneo, in cui vivono dinamiche di crescita in alcuni settori e realtà, accanto a situazioni di difesa o incertezza in altri.
Nel complesso, molte pmi italiane dimostrano una buona capacità di adattamento, anche in un contesto economico e internazionale instabile. Confrontandoci con colleghi di altre giurisdizioni, abbiamo la sensazione che il nostro tessuto imprenditoriale stia reggendo meglio rispetto ad altri paesi. Di sicuro, c’è prudenza, ma non vediamo immobilismo.
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