Il Regolamento Europeo in materia di Protezione dei Dati Personali è ormai realtà.

 

A partire dal 25 maggio 2018 sarà pienamente operativo il Regolamento Europeo che presenta molteplici novità sul fronte privacy; novità con cui le aziende dovranno quotidianamente confrontarsi e rapportarsi. Anzitutto, viene introdotto il principio di accountability: più margini di discrezionalità ai Titolari e ai Responsabili del Trattamento dei dati nella scelta delle misure da adottare, a cui si accompagna una maggiore responsabilità, soprattutto considerato il regime sanzionatorio, posto a tutela del rispetto del Regolamento, fortemente inasprito. In secondo luogo, il Regolamento ridisegna l’ambito territoriale di applicazione della disciplina: saranno, infatti, assoggettate all’applicazione del Regolamento anche le imprese extra-europee che trattano dati personali di soggetti che si trovano nell’Unione Europea. Inoltre, si disciplinano attentamente modalità e casi di trasmissione di dati al di fuori dei confini dell’Unione Europea. La nuova normativa, poi, oltre a ribadire alcuni diritti fondamentali già noti, ne istituisce dei nuovi, come il cd. diritto alla portabilità e il cd. diritto all’oblio che, seppur già conosciuto nella prassi viene per la prima volta normato. Ulteriore novità, che molto ha fatto discutere, è la previsione obbligatoria, ricorrendone determinate condizioni, della figura del Data Protection Officer (DPO) che avrà il compito di supervisionare la correttezza degli adempimenti in materia e di fungere da punto di contatto tra i vari soggetti coinvolti (Titolare, Soggetti interessati e Autorità di controllo). Peraltro, sempre al fine di potenziare il rispetto del Regolamento, qualora il trattamento possa mettere in pericolo i diritti degli interessati, il Titolare, prima di procedere al trattamento del dato medesimo, dovrà effettuare una valutazione di impatto (PIA), incentrata sull’analisi della probabilità nonché della gravità del rischio. Inoltre, dal disposto del Regolamento risulta ben disciplinato il sistema delle notifiche e comunicazioni di eventuali violazioni di dati personali (cd. Data Breach). Insomma, il Regolamento rappresenta una chiara risposta del legislatore Europeo all’evoluzione che il concetto di “privacy” sta avendo, soprattutto alla luce della rivoluzione industriale in atto. Regolamento che, peraltro, dovrà fare i conti con gli istituti giuridici in essere nel nostro Ordinamento quali, primi fra tutti, l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori e la L. 179/2017 regolante il Whistleblowing.

 

Clicca qui per continuare a leggere l’approfondimento di De Luca & Partners.

L’idea di istituire l’Excellence & Innovation HR Award  è nata in occasione della celebrazione del quarantennale dello Studio e da una riflessione sui valori che da sempre ispirano il suo operato fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1976 per opera di Vincenzo De Luca, attuale Presidente.

La nostra volontà è quella di trasmettere questi valori promuovendo – attraverso il Premio – una riflessione sui principi ispiratori dei migliori progetti realizzati con o per le risorse umane, premiando l’eccellenza che davvero è in grado di dare slancio all’impresa, migliorando la competitività, la produttività e più in generale il benessere e l’economia del nostro Paese, nella convinzione però che non c’è autentico e sano sviluppo senza inclusività e senza perseguire anche il benessere degli individui.

Contiamo di ricevere candidature di spessore, consapevoli che in Italia vi sia molta più attenzione per le risorse umane di quanto non si pensi e che le aziende siano in grado di realizzare progetti di ampia portata e visione tanto nelle grandi quanto nelle piccole realtà, denotando grande capacità di innovare e migliorare la competitività delle imprese valorizzando gli individui.

Con il Premio, vogliamo dare visibilità a questa eccellenza e a questa innovazione, offrendo a tutti i professionisti del settore un contributo di riflessione e formazione.

Per tutti i dettagli sul Premio, vi invito a visitare la pagina web dedicata

 

Vittorio De Luca, Managing Partner di De Luca & Partners

Con la sentenza n. 7581 del 27 marzo 2018, la Corte di cassazione è tornata ad occuparsi della discussa questione del cd. diritto di accesso agli atti nell’ambito di un procedimento disciplinare. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano ritenuto illegittimo il licenziamento intimato ad un dipendente per aver svolto altra attività lavorativa, in più giornate in cui risultava assente per malattia oppure presente in servizio. Alla base della propria impugnazione il lavoratore poneva il diniego da parte del datore di lavoro alle richieste, formulate per iscritto ed oralmente, di poter prendere visione dei documenti posti a base dell’addebito, necessari per il corretto esercizio del proprio diritto di difesa, essendo i fatti contestati risalenti del tempo e relativi a condotte sporadiche. La Corte ha osservato che – seppure l’art. 7 della Legge n. 300/1970 non preveda il diritto di accesso agli atti/documenti in via generale – quando l’accesso agli atti/documenti, posti a fondamento della contestazione disciplinare, risulti espressione del più ampio diritto di difesa, deve assolutamente essere garantito, a pena di nullità del procedimento e del relativo provvedimento disciplinare. L’orientamento espresso risulta pienamente conforme al principio per cui non deve limitarsi il diritto di difesa del lavoratore nel contesto di un procedimento disciplinare, pena la illegittimità del licenziamento all’esito eventualmente intimato.

 

Clicca qui per leggere la versione integrale dell’articolo pubblicato su Il Quotidiano del Lavoro.

Una sensibile riduzione del contenzioso, crollato per oltre il 50%. Insieme ad una maggiore certezza delle norme, soprattutto in relazione alla prevedibilità dei costi della “separazione” tra azienda e lavoratore. Resta il nodo “costo del lavoro”, che – complice il peso degli oneri sociali – rimane un grosso ostacolo per investimenti e assunzioni. Sono alcune delle indicazioni che arrivano dal campione di 160 aziende italiane ed estere operanti in Italia, oggetto del sondaggio promosso da De Luca & Partners

 

Leggi qui la versione integrale dell’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore e il Quotidiano del Lavoro.

 

Un bilancio di tre anni di Jobs Act sul mondo del lavoro in Italia

 

“Nel mese di marzo 2018, il nostro Studio ha realizzato un’indagine sulla valutazione delle aziende sugli impatti del Jobs Act a tre anni dalla entrata in vigore della riforma del lavoro.

Come punto di partenza, abbiamo utilizzato le domande di una prima survey che avevamo realizzato nel 2015, i cui risultati erano stati presentati nel corso di una tavola rotonda tenuta in Regione Lombardia nel mese di ottobre dello stesso anno. Alla nuova indagine hanno partecipato 160 tra amministratori delegati, general counsel e direttori del personale di importanti aziende – italiane ed estere operanti nel nostro Paese – clienti dello Studio.”

 

Clicca qui per leggere l’articolo di approfondimento scritto da Vittorio De Luca, Managing Partner di De Luca & Partners.

L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere una riflessione indipendente sui principi ispiratori delle operazioni di eccellenza che hanno saputo migliorare la competitività, perseguendo il benessere degli individui .

Prende il via la prima edizione dell’Excellence & Innovation HR Award, premio destinato alle aziende operanti in Italia con l’obiettivo di promuovere la riflessione sulle migliori practice nel mondo del lavoro e nella gestione delle risorse umane, mettendo in luce l’eccellenza che è in grado di dare un vero slancio all’impresa, promuovendo competitività e produttività e al tempo stesso la coesione sociale e la risoluzione dei conflitti e più in generale il benessere degli individui e dell’economia del nostro Paese.

Il premio è promosso da De Luca & Partners, studio legale milanese attivo in tutta Italia, anche su operazioni crossborder, nella consulenza e assistenza legale e giudiziaria in tema di diritto del lavoro, delle relazioni industriali e del diritto di agenzia, che ha fatto della forte specializzazione, della competenza e della indipendenza i suoi valori fondanti fin dalla nascita.

Le candidature – da inoltrare entro il 31 luglio 2018 seguendo le istruzioni sul sito www.hraward.it –potranno riguardare iniziative e progetti messi in atto nei 18 mesi precedenti (a partire dal 1° gennaio 2017).

La migliore practice verrà selezionata sulla base di specifici criteri:

•capacità di incentivare competitività e produttività;

•capacità di promuovere coesione sociale e di risolvere conflitti;

•capacità di perseguire lo sviluppo e il benessere dell’individuo;

•ampiezza di visione e portata;

•inclusività.

La Giuria della prima edizione del premio, selezionata tra personalità qualificate di comprovata competenza con l’obiettivo di garantire indipendenza e autonomia di giudizio rispetto al promotore De Luca & Partners, è composta da 8 membri: Nicolò Boggian, cofondatore e consigliere del Forum della Meritocrazia e managing partner di Black Tie Professional; Raffaella Cagliano, professoressa ordinaria presso la School of Management del Politecnico di Milano; Stefano Nigro, direttore Coordinamento Attrazione Investimenti dell’Agenzia ICE; Fulvio Matone, direttore generale di PoliS-Lombardia; Federica Poli, professoressa associata presso la Facoltà di Economia e Commercio Università Cattolica di Milano; Luca Testoni, cofondatore e direttore di ETicaNews; Federico Versace, consulente esperto di gestione della sostenibilità e di investimenti ESG; Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work Institute Italia. I profili completi dei giurati sono a disposizione sul sito del premio all’indirizzo www.hraward.it.

La shortlist dei finalisti verrà resa nota entro il 30 novembre 2018 e la premiazione avverrà a dicembre nel corso di un evento dedicato.

“L’idea del premio è nata in occasione della celebrazione del quarantennale dello Studio e da una riflessione sui valori che ispirano il suo operato fin dalla sua fondazione” ha dichiarato Vittorio De Luca, Managing Partner dello Studio. “La volontà di De Luca & Partners è quella di promuovere questi valori attraverso il premio, sviluppando una riflessione indipendente sui principi ispiratori delle migliori operazioni nel mondo del lavoro, che sono state in grado di coniugare la competitività con il benessere dell’impresa e degli individui che ci lavorano” ha concluso.

________________________________________

De Luca & Partners è uno studio legale che offre servizi di consulenza e assistenza legale e giudiziaria in tema di diritto del lavoro, delle relazioni industriali e del diritto di agenzia. Lo studio ha fatto della forte specializzazione, della competenza e della indipendenza i suoi valori fondanti fin dalla nascita, nel 1976. Oggi impiega oltre 20 collaboratori e conta più di 400 clienti nazionali e internazionali – principalmente imprese di grande, media e piccola dimensione appartenenti a tutti i settori merceologici – ai quali presta assistenza sia per la gestione ordinaria d’azienda, sia per operazioni di riorganizzazione, ristrutturazione e M&A, anche cross-border.