Webinar “Il lavoro agile e il rientro in azienda: considerazioni post emergenza” (28 ottobre 2021 – Vittorio De Luca, Elena Cannone)

Categorie: News, Eventi | Tag: smart working, Covid-19

22 Ott 2021

“E’ fondamentale che le Aziende assicurino il corretto svolgimento dello smart working sia durante l’attuale fase emergenziale che nell’era post-pandemica; ciò è possibile solo programmando un “piano di lavoro agile” incentrato sul doppio binario dell’Accordo Individuale e del Regolamento Quadro”.

 “Le Aziende che ricorrono al lavoro agile devono considerare anche gli aspetti privacy ad esso connessi; dovranno adottare misure tecniche ed organizzative atte a garantire, da un lato, la protezione dei dati personali del lavoratore agile e, dall’altro, la sicurezza del patrimonio informativo aziendale.

Così sono intervenuti Vittorio De Luca ed Elena Cannone in qualità di relatori al webinar organizzato da Il Sole 24 OreIl lavoro agile e il rientro in azienda: considerazioni post emergenza“.

Si è parlato di:

  • Lavoro agile ordinario ed emergenziale;
  • Potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro;
  • Diritti del lavoratore agile;
  • Tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • Green pass e Lavoro agile;
  • Diritto alla disconnessione;
  • Lavoro agile e protezione dei dati personali e privacy;
  • Sistemi di incentivazione

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Programma

Saluti istituzionali
Eraldo Minella Direttore Generale Area
Servizi Professionali, Gruppo24ORE

Relatori

Avvocato Vittorio De Luca – Managing Partner De Luca & Partners – Esperto de Il Sole 24ORE
Avvocato Elena Cannone – Managing Associate De Luca & Partners


I. LAVORO AGILE (c.d. SMART WORKING):
– l’origine dello smart working
– differenze con il telelavoro
– la disciplina dello smart working
– lo smart working emergenziale (compreso smart working e green pass)
– chi è lo smart worker?
– tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
– l’infortunio dello smart worker
– Regolamento Quadro sullo smart working
– smart working e protezione dei dati personali e privacy
– sistemi di incentivazione


II. IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE
III. CASI PRATICI

Il lavoro agile (c.d. Smart-working) ha avuto un incremento esponenziale a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 iniziata nel 2020.  Lo smart working è passato dall’essere uno strumento volto a incrementare la produttività e a migliorare il c.d. “work life balance” a vero e proprio strumento per il contenimento dell’ondata pandemica e, dunque, per ridurre i rischi di trasmissione del virus nei luoghi di lavoro.

I vantaggi e le potenzialità di tale particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa hanno orientato moltissime aziende verso una nuova organizzazione “ibrida” che combina lavoro in presenza e lavoro da remoto.

Molte realtà hanno già applicato accordi e regolamenti estremamente flessibili che lasciano ai lavoratori la scelta in merito al se e quando lavorare in presenza e da “remoto”, rendendo così molto più liquidi i confini di luogo e tempo del lavoro subordinato.

Tuttavia, rispetto al complesso quadro normativo emergenziale venutosi a creare, diventa di fondamentale importanza garantire il corretto svolgimento dello Smart-working; ciò risulta possibile, anzitutto, comprendendo che lavorare in modalità “smart” non significa però lavorare da casa. Lo smart worker, secondo l’art. 18, co. 1 della L. n.81/2017, presta la propria attività in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno degli stessi, senza una postazione fissa.

Nello scenario post-pandemico, al fine di sfruttare al meglio le potenziale del “new normal” del lavoro, le aziende devono farsi trovare pronte progettando un vero e proprio “piano di Smart Working” incentrato, oltre che sull’accordo individuale tra le parti, su regolamenti quadro in grado di disciplinarne l’utilizzo a 360°.

Leggi il nostro DLP Insights di approfondimento sul tema.

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