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Tag: decreto 1 maggio, diritto del lavoro


29 Mai 2026

Lo sai che… il c.d. “Decreto 1° maggio” introduce nuove misure in materia di salario “giusto”, incentivi all’occupazione e lavoro tramite piattaforme digitali? 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale”, entrato in vigore il 1° maggio 2026. 

Tra le principali novità introdotte dal provvedimento figurano nuove misure di decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato. In particolare, per il 2026 il decreto prevede quattro principali misure di esonero contributivo: 

il c.d. “bonus donne”, consistente in un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili, elevato a 800 euro nella ZES unica, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di “lavoratori svantaggiati”;  

il c.d. “bonus giovani”, consistente in un esonero contributivo del 100% fino a 500 euro mensili, elevato a 650 euro per la ZES unica, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di “lavoratori svantaggiati”;  

il c.d. “bonus ZES”, consistente in un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per i datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti e assumono lavoratori disoccupati di lungo periodo nella ZES unica;  

il c.d. “bonus stabilizzazione”, consistente in un esonero contributivo del 100% fino a 500 euro mensili per la trasformazione di contratti a termine di durata non superiore a 12 mesi in contratti a tempo indeterminato.  

Gli incentivi risultano subordinati all’incremento occupazionale netto e non sono cumulabili tra loro. 

Il decreto introduce inoltre il principio del c.d. “salario giusto”, prevedendo che il trattamento economico complessivo riconosciuto ai lavoratori debba essere almeno pari a quello previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, anche ai fini dell’accesso agli incentivi previsti dalla normativa. 

Sono altresì previste disposizioni in materia di rinnovi contrattuali, con meccanismi di adeguamento retributivo in caso di mancato rinnovo del contratto collettivo entro dodici mesi dalla relativa scadenza. 

Particolare attenzione viene dedicata anche al lavoro tramite piattaforme digitali e al contrasto del c.d. “caporalato digitale”. In tale ambito, il decreto introduce obblighi di identificazione digitale dei lavoratori e il divieto di utilizzo di account non personali, oltre a specifici obblighi di trasparenza sui sistemi algoritmici utilizzati dalle piattaforme e il diritto al riesame umano delle decisioni automatizzate. 

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