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Tag: Decreto legge


29 Nov 2022

La riforma del processo del lavoro  

Lo scorso 17 ottobre, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 149/2022, attuativo della Legge delega n. 206/2021, in forza del quale la riforma del processo civile si estende anche alle norme del rito del lavoro. 

L’obbiettivo è quello di riordinare e coordinare i diversi interventi che, negli ultimi anni, hanno ripetutamente modificato il processo del lavoro, in modo da superare l’attuale proliferazione e, in alcuni casi, sovrapposizione di riti, che hanno ad oggetto l’impugnazione dei licenziamenti. 

Ed infatti, tra le disposizioni di interesse, si segnala in primo luogo il superamento del rito Fornero (commi da 47 a 69 dell’art. 1 della Legge n. 92/2012) che, a far data dall’entrata in vigore della nuova riforma, vale a dire dal 1° luglio 2023, non sarà più azionabile.  Inoltre, con particolare riferimento alla nuova disciplina applicabile alle controversie di lavoro, è prevista l’introduzione nel Codice di procedura civile di un nuovo capo I-bis, rubricato “Delle controversie in materia di licenziamento”. 

Più nello specifico, il nuovo articolo 441-bis dispone che per la trattazione e la decisione delle controversie sull’impugnazione dei licenziamenti con domanda di reintegrazione, anche aventi ad oggetto questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro, il giudice potrà ridurre i termini del procedimento fino alla metà, fermo restando il termine minimo di venti giorni tra la notifica del ricorso al convenuto e la fissazione dell’udienza.  

I poteri riconosciuti al giudice per velocizzare la procedura si estendono anche alla fase di trattazione e discussione della causa. In particolare, è stabilito che all’udienza di discussione il giudice disporrà, in relazione alle esigenze di celerità, anche prospettate dalle parti, la trattazione congiunta di eventuali domande connesse e riconvenzionali, ovvero la loro separazione. Le scelte del giudicante devono essere compiute, assicurando in ogni caso la concentrazione della fase istruttoria e di quella decisoria in relazione alle domande di reintegrazione nel posto di lavoro. 

Le medesime esigenze vengono estese anche con riferimento ai giudizi di appello e di cassazione: l’ultimo comma dell’art. 441-bis prevede, infatti, che le controversie sull’impugnazione dei licenziamenti siano decise tenendo conto “delle medesime esigenze di celerità e di concentrazione”.  

Ad oggi, però, non è ancora definito se la c.d. “corsia preferenziale” introdotta dal nuovo articolo 441-bis comporterà un giudizio preliminare sulla fondatezza nel merito della domanda, ovvero se sarà sufficiente per il ricorrente rivendicare il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro. Reintegra che, in ogni caso, soprattutto per gli assunti con contratto a tutele crescenti (ossia, dopo il 7 marzo 2015), risulta ancora una ipotesi residuale, nonostante i numerosi interventi sia della Corte costituzionale che della Corte di Cassazione. 

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