Categorie: Insights, Pubblicazioni

Tag: permesso sindacale, relazioni sindacali, risoluzione del rapporto di lavoro


30 Apr 2021

Cassazione: il permesso sindacale utilizzato per finalità difformi non sempre giustifica la risoluzione del rapporto di lavoro (Newsletter Norme & Tributi n. 150 Camera di Commercio Italo-Germanica – Vittorio De Luca, Elena Cannone)

La Corte di Cassazione, con la sentenza 6495 del 9 marzo 2021, ha affermato che, ai sensi dell’art. 30 della L. 300/1970 (“Statuto dei Lavoratori”), i componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle organizzazioni sindacali hanno diritto a permessi retribuiti per partecipare alle relative riunioni. L’utilizzo di tali permessi per finalità diverse comporta  una assenza dal servizio che può giustificare la risoluzione del rapporto di lavoro. Tuttavia, secondo la Corte di Cassazione, l’astratta rilevanza sotto il profilo disciplinare della condotta del lavoratore colpevole non esime dal verificare, in concreto, la sua gravità e il suo rientrare eventualmente nell’ambito della giusta causa di licenziamento. La valutazione di proporzionalità è da demandarsi ad un giudice. E nel caso di specie, il licenziamento per giusta causa del dirigente sindacale è risultato sproporzionato analizzando la condotta addebitata e quella risultata dall’esito dell’istruttoria svolta. Al dirigente sindacale era stato, infatti, contestato di essersi arbitrariamente assentato dal lavoro, avendo svolto durante la fruizione del permesso sindacale attività non inerenti a quella per la quale il permesso era stato concesso. Ma era emerso che il lavoratore, pur non avendo partecipato ad alcuna riunione sindacale, aveva comunque svolto attività riconducibili al suo mandato. Pertanto, secondo la Corte di Cassazione, correttamente i giudici di merito avevano annullato il licenziamento intimato al dirigente sindacale ,ritenendo la condotta contestagli rientrante tra quelle punibili con una sanzione conservativa.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Lug 2026

Trasparenza salariale: a un mese dall’entrata in vigore, sono due gli orientamenti sul mercato (The Platform, 8 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…

2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…

2 Lug 2026

Omessa contestazione dell’addebito disciplinare: la Cassazione esclude la nullità del licenziamento e la reintegra nelle piccole imprese

Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…

2 Lug 2026

AI e rapporto di lavoro: prime indicazioni dei decreti attuativi e riflessi in ambito data protection

Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…

1 Lug 2026

Sostenibilità, responsabilità e futuro: il nostro impegno cresce nel tempo

In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…

25 Giu 2026

Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…