Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)
Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i primi Stati membri ad aver completato il processo di attuazione delle nuove regole europee in materia di parità salariale tra uomini e donne.
Il provvedimento rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni nel diritto del lavoro, non tanto perché introduce il principio della parità di retribuzione – già presente da tempo nell’ordinamento europeo e nazionale – quanto perché mira a renderlo effettivamente verificabile e concretamente azionabile attraverso l’introduzione di meccanismi di trasparenza retributiva.
Per molti anni, infatti, il divieto di discriminazione retributiva ha sofferto di un limite strutturale: l’assenza di informazioni. Senza conoscere i criteri utilizzati per determinare gli stipendi o i livelli retributivi applicati all’interno dell’organizzazione aziendale, è spesso difficile individuare eventuali disparità e ancora più difficile dimostrarle.
La Direttiva europea nasce proprio per superare questa asimmetria informativa, introducendo un sistema articolato di obblighi di trasparenza destinato ad incidere sull’intero ciclo del rapporto di lavoro, dalla selezione del personale fino alla gestione delle carriere e delle politiche retributive.
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