Categorie: Insights · News

Tag: contenzioso, Tribunale di Milano


2 Gen 2023

In mancanza di una res litigiosa il verbale di conciliazione è impugnabile

Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 2652 dell’11 novembre 2022, è tornato ad occuparsi del tema della impugnabilità dei verbali di conciliazione, statuendo che in mancanza di una res litigiosa, i verbali non possono essere qualificati come patti transattivi, con conseguente possibile impugnazione delle rinunce ivi contenute.

I fatti di causa

In occasione della conclusione di un contratto di appalto, veniva riferito ai lavoratori ivi impiegati che, se avessero voluto continuare a prestare attività lavorativa a favore dell’appaltatore subentrante, avrebbero dovuto sottoscrivere un verbale di conciliazione in sede sindacale, dichiarando, ai sensi dell’art. 2113, comma 4, cod. civ., di non avere più nulla a pretendere in relazione al pregresso rapporto di lavoro.

I lavoratori sottoscrivevano tali verbali di conciliazione, rinunciando, tra l’altro, a rivendicazioni afferenti all’inquadramento superiore in base alle mansioni effettivamente espletate e al pagamento delle relative differenze retributive.

I lavoratori firmatari impugnavano i verbali sottoscritti, proponendo ricorso dinnanzi al giudice del lavoro al fine di ottenere l’annullamento degli stessi e, conseguentemente, l’accertamento del superiore livello di inquadramento contrattuale e la condanna della società al pagamento delle differenze retributive.

La sentenza del Tribunale di Milano

Il Tribunale di Milano, nell’accogliere il ricorso promosso dai lavoratori, accertava l’assenza della natura transattiva dei verbali di conciliazione impugnati e ciò in quanto gli accordi stipulati dalle parti risultavano privi dell’elemento essenziale di un accordo transattivo, ovverosia la res litigiosa.

Ed infatti, ai sensi dell’art. 1965 c.c., la transazione è definita come il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere tra loro.

Dalla lettura di tale disposizione emerge, dunque, che la causa tipica della transazione è quella di risolvere o evitare una lite, con reciproche concessioni dei contendenti.

Conseguentemente, il Tribunale meneghino, sulla base di tali principi pure confermati dalla giurisprudenza di legittimità (ex pluris: Cass. n. 8917/2016), ha accertato che, non emergendo in alcun modo la c.d. res litigiosa negli accordi sottoscritti dai ricorrenti, tali accordi “non possono essere qualificati come patti transattivi, ma semplicemente come atti di finale regolazione del rapporto, senza nessuna preclusione per l’instaurazione di un giudizio”.

Altri insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

22 Ott 2026

Accesso alla Naspi alla luce della recente giurisprudenza (Top24 Lavoro Ai – Il Sole 24 Ore, 22 ottobre 2026 – Vittorio De Luca e Alessandra Zilla)

La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), istituita con il Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, rappresenta il principale strumento di sostegno al reddito per i lavoratori…

19 Ott 2026

Dall’innovazione alla governance: l’impatto dell’AI Act sui processi HR tra compliance, trasparenza e responsabilità (AIDP – HR Online, 19 ottobre 2026 – Vittorio De Luca, Martina De Angela)

Negli ultimi anni l'intelligenza artificiale è passata dall'essere una tecnologia sperimentale a uno strumento sempre più integrato nelle attività quotidiane delle funzioni HR. Le applicazioni oggi disponibili consentono,tra…

12 Ott 2026

“AI tools, remote work and confidential data: employer liability in a borderless environment” – Conferenza IBA 2026

In occasione della IBA Annual Conference 2026 di Copenhagen, il nostro Managing Partner Vittorio De Luca ha moderato, insieme ad Anne Morel (BSP, Lussemburgo), una sessione dedicata a…

1 Ott 2026

E-mail aziendale e controlli difensivi: quando GDPR e diritto del lavoro non coincidono 

La vicenda Piaggio mostra con particolare evidenza come, a fronte dei medesimi fatti, possano convivere valutazioni profondamente diverse a seconda della prospettiva adottata. Il Tribunale di Pisa, con…

1 Ott 2026

NASpI e reintegra: l’opzione del lavoratore fa perdere l’indennità 

Massima  La Corte di Cassazione, con la recente n. 24981 del 3 settembre 2026, ha statuito che, ove il licenziamento sia annullato con ordine di reintegrazione ai sensi…

1 Ott 2026

Lo sai che… una testimonianza resa in giudizio può avere rilevanza disciplinare e, nei casi più gravi, giustificare il licenziamento? 

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25687 del 22 settembre 2026, ha affrontato il tema della rilevanza disciplinare delle dichiarazioni rese dal lavoratore nell’ambito di…