Categorie: Insights, Pubblicazioni · News, Pubblicazioni

Tag: AI, Intelligenza Artificiale, RIsorse umane


27 Mar 2024

Intelligenza Artificiale e Risorse Umane: a quali sfide deve prepararsi un HR Manager? (AIDP, 27 marzo 2024 – Stefania Raviele, Martina De Angeli)

In un contesto in cui la tecnologia progredisce rapidamente, l’Intelligenza Artificiale (anche nota con l’acronimo inglese A.I.) sta rivoluzionando il panorama lavorativo globale, fungendo da motore di profondi cambiamenti e aprendo orizzonti fino ad oggi completamente sconosciuti.  

Il mondo del diritto è dunque chiamato, ancora una volta, a dover disciplinare scenari nuovi che non rispondono ai tradizionali paradigmi legali fino ad oggi conosciuti. Il primo passo in tal senso arriva dall’Unione Europea. Si legge, infatti, sul sito del Parlamento europeo che “come parte della sua strategia digitale, l’UE intende regolamentare l’intelligenza artificiale al fine di garantire migliori condizioni per lo sviluppo e l’uso di questa innovativa tecnologia”. Così, lo scorso 9 dicembre 2023, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo politico sul contenuto del c.d. “A.I. Act” – proposto dalla Commissione nel 2021 – che oggi i tecnici stanno traducendo in una proposta di testo definitiva. 

La priorità del legislatore europeo è quella di garantire che i sistemi di A.I. utilizzati siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente.  

Si assiste dunque ad una presa di coscienza, anche a livello normativo, sul fatto che l’A.I. (i) sia il motore di un cambiamento che solleva questioni etiche, sociali e giuridiche attorno al suo utilizzo e alle relative conseguenze e (ii) rappresenti una delle sfide più importanti e complesse che le imprese sono tenute ad affrontare.  

Proprio su quest’ultimo aspetto appare dunque opportuno che le organizzazioni si preparino ad affrontare la profonda trasformazione che, più o meno silenziosamente, è in corso nel mondo del lavoro. 

automazione delle attività ripetitive, affidabilità nella misurazione delle performance e controllo del fabbisogno di personale: l’A.I. è un talento meritevole di essere colloquiato? 

Usufruire di una tecnologia che in maniera autonoma raccoglie informazioni, le elabora, trae da esse conclusioni o prende decisioni, contribuisce alla rapidità con cui le prestazioni possono essere svolte; migliora l’efficienza operativa e riduce l’errore nelle attività rutinarie; impatta sul fabbisogno di personale di una organizzazione aziendale o, ancora, influisce sulla misurazione delle performance di una risorsa umana. 

Se da un lato ciò rappresenta una grande opportunità per rendere i processi aziendali più rapidi, affidabili ed economici, dall’altro diverse sono le problematiche in agguato. Tra esse, per quanto qui di interesse, segnaliamo (i) i bias e (ii) il rischio di un controllo datoriale intensivo.  

La tecnologia, sebbene artificialmente intelligente, viene programmata da esseri umani e in quanto tale può quindi risentire dei pregiudizi dei loro programmatori, riflettendo e amplificando eventuali errori presenti nelle informazioni elaborate.  

Per come la conosciamo oggi, infatti, la A.I. di tipo generativo è programmata per apprendere e (auto)addestrarsi al fine di migliorare nel tempo, e ciò anche in base alle informazioni che le vengono fornite. Il rischio di replicazione dei bias è dunque altissimo. 

Non solo. l’A.I. fornisce ed elabora una quantità di dati inimmaginabili ed è anche in grado (direttamente o indirettamente) di consentire un intensivo controllo a distanza dei dipendenti.  

Ciò posto, nell’ordinamento italiano il controllo a distanza è dettagliatamente disciplinato e consentito solo con modalità ed in presenza di condizioni stringenti previste dalla legge, tra cui anche il pieno rispetto delle previsioni in materia di data protection. Materia questa che gioca un evidente ruolo fondamentale quando si tratta di A.I. 

Continua a leggere la versione integrale pubblicata su AIDP.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Lug 2026

Trasparenza salariale: a un mese dall’entrata in vigore, sono due gli orientamenti sul mercato (The Platform, 8 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…

2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…

2 Lug 2026

Omessa contestazione dell’addebito disciplinare: la Cassazione esclude la nullità del licenziamento e la reintegra nelle piccole imprese

Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…

2 Lug 2026

AI e rapporto di lavoro: prime indicazioni dei decreti attuativi e riflessi in ambito data protection

Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…

1 Lug 2026

Sostenibilità, responsabilità e futuro: il nostro impegno cresce nel tempo

In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…

25 Giu 2026

Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…