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Tag: Rinnovo della Governance, Salary Partner


8 Lug 2025

Intervista a Roberta Padula nominata nuova Salary Partner dello Studio De Luca & Partners

  • Oggi ricevi un importante riconoscimento per il tuo percorso: sei entrata in studio nel 2016 e oggi diventi Salary Partner. Cosa rappresenta per te questo traguardo in termini di crescita professionale e sviluppo della tua carriera?

Questo traguardo rappresenta per me molto più di un semplice riconoscimento formale: è la sintesi concreta di un percorso costruito nel tempo, con impegno, passione e una costante volontà di miglioramento. Rappresenta la fiducia dello Studio nei miei confronti, ma anche la responsabilità di continuare a essere all’altezza di questo ruolo, contribuendo attivamente alla sua crescita e ai suoi obiettivi. Lo vivo come un passaggio significativo, che segna l’inizio di una nuova fase: una fase in cui mettere a frutto l’esperienza maturata, continuare a sviluppare competenze, e sostenere lo Studio non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano e strategico. È un’opportunità che mi motiva profondamente e che affronto con entusiasmo, consapevolezza e spirito di squadra, pronta a dare il mio contributo in modo sempre più incisivo.

  • Quali sono stati i momenti chiave del tuo percorso in Studio, dal 2016 a oggi?

Il mio percorso in Studio è stato caratterizzato da una crescita progressiva e costante: fin dal mio ingresso ho avuto l’opportunità di assumere via via sempre maggiori responsabilità, confrontandomi con progetti sempre più complessi e gestendo in autonomia le relazioni con i clienti. Questo sviluppo è stato reso possibile da un contesto che ha saputo riconoscere e valorizzare le mie attitudini, offrendo spazio alla mia evoluzione professionale. Ogni esperienza vissuta, ogni sfida affrontata, ha contribuito a costruire un approccio oggi più consapevole, maturo e orientato a una visione strategica del nostro lavoro.

  • Che valore ha, per te, lavorare in un contesto che premia il merito e la partecipazione?

Lavorare in un contesto che riconosce il merito e valorizza la partecipazione è, per me, un elemento fondamentale. Significa operare in un ambiente in cui l’impegno, la competenza e la proattività vengono realmente ascoltati e premiati, e in cui ogni contributo individuale trova spazio all’interno di una visione comune. Questo approccio rende il lavoro quotidiano non solo più stimolante e dinamico, ma anche più responsabilizzante, perché ciascuno è chiamato a dare il meglio di sé sentendosi parte attiva di un progetto condiviso. In un contesto del genere, la crescita professionale non è mai fine a sé stessa: è strettamente intrecciata con quella collettiva, alimenta il senso di appartenenza e contribuisce a costruire uno Studio sempre più solido, innovativo e coeso.

  • Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ti appassionano di più e che ti motivano ogni giorno? E quale consiglio ti sentiresti di dare a una giovane professionista – o a un giovane professionista – che oggi si affaccia per la prima volta al mondo del diritto del lavoro?

Ciò che più mi appassiona del mio lavoro è la possibilità di coniugare il rigore del diritto con le esigenze reali e spesso complesse delle imprese e delle persone. Il diritto del lavoro non è mai astratto: si misura ogni giorno con contesti organizzativi in evoluzione, dinamiche umane delicate e decisioni strategiche che incidono concretamente sulla vita delle persone e sul futuro delle aziende. Ogni caso è una sfida unica, che richiede non solo competenza tecnica, ma anche capacità di ascolto, sensibilità, visione e pragmatismo.

A chi si affaccia oggi a questa professione direi di non smettere mai di essere curiosi, di mettersi in discussione con umiltà e di cercare sempre il significato profondo delle norme e delle situazioni. La preparazione giuridica è una base imprescindibile, ma da sola non basta: è altrettanto importante saper leggere il contesto, comprendere gli equilibri in gioco e costruire soluzioni che siano realmente sostenibili e utili per chi si ha di fronte.

  • Oggi più che mai emerge l’importanza di una solida cultura giuslavoristica all’interno delle imprese: dalla sicurezza sul lavoro alla compliance, fino a temi come il gender pay gap e la privacy. Ritieni che questa consapevolezza possa rappresentare una leva strategica per la competitività aziendale? Qual è la tua visione in merito?

Credo fermamente che una solida cultura giuslavoristica non rappresenti solo un presidio di legalità, ma sia una leva strategica fondamentale per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle imprese. Oggi più che mai, il diritto del lavoro attraversa temi cruciali e trasversali: dalla sicurezza e benessere dei lavoratori alla parità di genere, dalla protezione dei dati personali alla compliance normativa.
Questi aspetti non riguardano solo l’adempimento degli obblighi di legge, ma concorrono attivamente alla costruzione di un ambiente di lavoro sano, equo e trasparente, in grado di generare fiducia interna ed esterna, attrarre e trattenere talenti, migliorare la reputazione aziendale e rafforzare la coesione organizzativa.
Accompagnare le imprese in questo percorso di consapevolezza e trasformazione è una sfida stimolante e una responsabilità che sento profondamente. Significa essere al loro fianco non solo come consulente tecnico, ma come partner strategico capace di leggere i cambiamenti e di tradurli in scelte concrete e sostenibili.

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