Categorie: Insights, Giurisprudenza

Tag: data protection, telecamere in azienda, videosorveglianza


27 Lug 2021

Telecamere in azienda: immagini utilizzabili a fini probatori

La Corte d’Appello di Venezia, con la sentenza n. 476 del 28 giugno 2021, si è pronunciata sul tema dei controlli a distanza, ritenendo pienamente utilizzabili le videoregistrazioni delle telecamere presenti all’interno dei locali aziendali.

I fatti di causa

Una società (una casa da gioco) aveva utilizzato le immagini raccolte attraverso un sistema di videosorveglianza installato nei locali aziendali, per avviare nei confronti di una dipendente due distinti procedimenti disciplinari.

In particolare, alla lavoratrice, addetta alle casse, veniva contestata una appropriazione di denaro dalla cassa aziendale attraverso vari artifizi, per colmare degli ammanchi, comunque a lei imputabili, nelle attività di pagamento delle vincite della clientela e per realizzare delle plusvalenze a proprio vantaggio.

Il Giudice della fase sommaria aveva ritenuto le videoregistrazioni pienamente utilizzabili in quanto coperte dall’accordo sindacale ai sensi della normativa in materia di controlli a distanza, individuando unicamente un vizio di mera forma nella parte in cui il datore di lavoro aveva mancato di esibire i filmati raccolti nel corso del procedimento disciplinare.

A fronte dell’opposizione proposta dalla lavoratrice, il Giudice adito riformava l’ordinanza della fase sommaria, ritenendo non utilizzabili le videoregistrazioni e quindi non provati gli illeciti, con conseguente condanna della società alla reintegra della lavoratrice nel proprio posto di lavoro (ex art. 18, comma 4 dello Statuto dei Lavoratori).

La società soccombente ricorreva così in appello.

La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello adita, accogliendo il ricorso della società, ha osservato che:

  • la lavoratrice era stata correttamente informata dell’installazione delle telecamere nei locali aziendali anche in quanto rappresentante sindacale;
  • la stessa spesso aveva assunto un comportamento irregolare ed eclatante attraverso “posture tipiche di chi ha furtivamente sottratto qualcosa e cerca di dissimulare la sottrazione” (comportamento, tra le altre, confermato dai colleghi);
  • i fatti addotti in entrambi i procedimenti disciplinari avviati nei suoi confronti erano stati provati in giudizio sia dai filmati che dalle relazioni scritte e dalle relative allegazioni.

Inoltre, interpretando l’accordo sindacale sottoscritto, la Corte d’Appello ha osservato che le immagini raccolte attraverso il sistema di videosorveglianza installato potevano essere utilizzabili anche a fini disciplinari qualora fossero stati tenuti comportamenti “di particolare rilevanza o gravità”.

Per questi motivi, la Corte di Appello ritenendo il comportamento della lavoratrice “senz’altro grave e idoneo a ledere irrimediabilmente la fiducia del datore di lavoro sulla correttezza dei futuri adempimenti”, ha riconosciuto la sussistenza di tutti i presupposti per l’intimazione di un licenziamento per giusta causa.

Altri insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

12 Ott 2026

“AI tools, remote work and confidential data: employer liability in a borderless environment” – Conferenza IBA 2026

In occasione della IBA Annual Conference 2026 di Copenhagen, il nostro Managing Partner Vittorio De Luca ha moderato, insieme ad Anne Morel (BSP, Lussemburgo), una sessione dedicata a…

1 Ott 2026

E-mail aziendale e controlli difensivi: quando GDPR e diritto del lavoro non coincidono 

La vicenda Piaggio mostra con particolare evidenza come, a fronte dei medesimi fatti, possano convivere valutazioni profondamente diverse a seconda della prospettiva adottata. Il Tribunale di Pisa, con…

1 Ott 2026

NASpI e reintegra: l’opzione del lavoratore fa perdere l’indennità 

Massima  La Corte di Cassazione, con la recente n. 24981 del 3 settembre 2026, ha statuito che, ove il licenziamento sia annullato con ordine di reintegrazione ai sensi…

1 Ott 2026

Lo sai che… una testimonianza resa in giudizio può avere rilevanza disciplinare e, nei casi più gravi, giustificare il licenziamento? 

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25687 del 22 settembre 2026, ha affrontato il tema della rilevanza disciplinare delle dichiarazioni rese dal lavoratore nell’ambito di…

29 Set 2026

Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza (Agenda digitale, 29 settembre 2026 – Vittorio De Luca e Martina De Angeli)

La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale utilizzati senza autorizzazione aziendale espone le imprese a rischi che riguardano dati personali, informazioni riservate, know-how e cybersecurity. Per governare la…

24 Set 2026

Il concetto di “territorio” nell’ambito del patto di non concorrenza (Top24 Lavoro Ai – Il Sole 24 Ore, 24 settembre 2026 – Vittorio De Luca e Alessandro Ferrari)

Le problematiche interpretative alla luce della più recente giurisprudenza in materia di nullità del patto di non concorrenza per indeterminatezza del limite territoriale Con ordinanza del 2 aprile…