Categorie: Insights, Prassi · News, Pubblicazioni

Tag: Privacy, videosorveglianza


28 Nov 2023

Videosorveglianza: la presenza di lavoratori ed il controllo delle loro attività sono requisiti imprescindibili per accertare la violazione del divieto di controllo a distanza

Con sentenza n. 46188 del 26 settembre 2023, la Corte di Cassazione, Sezione 3, si è pronunciata sulla configurabilità del reato di cui all’art. 4 della legge n. 300 del 1970 (lo “Statuto dei Lavoratori) affermando che l’installazione di un impianto di videosorveglianza senza l’autorizzazione richiesta dalla legge non configura reato se all’interno dei locali aziendali non vi sono dipendenti e se l’impianto non implica un effettivo controllo sull’attività lavorativa.

I fatti di causa

Il Tribunale di Messina dichiarava penalmente responsabile la titolare di un esercizio commerciale per il reato di cui all’art. 4 della legge 300 del 1970, condannandola al pagamento di 3.000 euro di ammenda per aver installato un impianto di videosorveglianza all’interno del proprio esercizio commerciale in mancanza, nel caso di specie, dell’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (“ITL”).

Avverso tale decisione, la titolare presentava ricorso per Cassazione, lamentando, tra le altre, la violazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori deducendo che il Tribunale adito in primo grado non avesse fornito indicazioni su due elementi centrali della fattispecie di reato, ossia (i) se l’impianto fosse preposto alla registrazione di immagini e (ii) se, presso l’azienda della titolare, fossero impiegati dei dipendenti.

Al riguardo, la ricorrente segnalava che l’impianto installato era a circuito chiuso, non implicando alcuna registrazione di immagini, e che la sua azienda non aveva dipendenti ad organico.

La decisione della Corte di Cassazione

Nel pronunciarsi sul caso di specie, la Suprema Corte ha colto l’occasione per riassumere brevemente le regole e i principi vigenti in materia di videosorveglianza e di controllo a distanza dei lavoratori.

In primo luogo, ha evidenziato che la presenza di dipendenti nel luogo ripreso dagli impianti di videosorveglianza è “requisito imprescindibile per la configurabilità del reato in contestazione”, dal momento che la disposizione di cui all’articolo 4, comma 1, dello Statuto dei Lavoratori è diretta appunto a regolamentare l’uso, da parte del datore di lavoro, degli impianti audiovisivi – e degli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza – “dell’attività dei lavoratori”.

In secondo luogo, la Cassazione ricorda che non è configurabile alcuna violazione della normativa se un impianto, sebbene installato in difetto di un accordo con le rappresentanze sindacali legittimate o di una autorizzazione dell’ITL, “sia strettamente funzionale alla tutela del patrimonio aziendale”, a condizione che (i) “il suo utilizzo non implichi un significativo controllo sull’ordinario svolgimento dell’attività lavorativa dei dipendenti” oppure (ii) “resti necessariamente “riservato” al fine di poter consentire l’accertamento di gravi condotte illecite”.

La pronuncia del giudice di prime cure, però, non ha chiarito se nel caso di specie sussistessero gli elementi di cui ai precedenti punti (i) e (ii), pertanto, la fondatezza di tali presupposti, ha imposto alla Corte l’annullamento della pronuncia con rinvio della sentenza impugnata al medesimo Tribunale in diversa composizione.

Altri insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Lug 2026

Trasparenza salariale: a un mese dall’entrata in vigore, sono due gli orientamenti sul mercato (The Platform, 8 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…

2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…

2 Lug 2026

Omessa contestazione dell’addebito disciplinare: la Cassazione esclude la nullità del licenziamento e la reintegra nelle piccole imprese

Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…

2 Lug 2026

AI e rapporto di lavoro: prime indicazioni dei decreti attuativi e riflessi in ambito data protection

Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…

1 Lug 2026

Sostenibilità, responsabilità e futuro: il nostro impegno cresce nel tempo

In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…

25 Giu 2026

Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…