Categorie: Insights · News, Interviste


26 Ago 2018

“Troppe tutele e rigidità. Le tre causali vincolano l’operatività delle imprese” (L’Economia del Corriere della Sera, 27 agosto 2018 – Vittorio De Luca)

Troppe tutele e rigidità. Il Decreto Dignità è una legge insidiosa e di non semplice applicazione. Per l’avvocato Vittorio De Luca, Managing Partner dello Studio Legale De Luca & Partners, specializzato in diritto del lavoro, “ora più che mai, le aziende si trovano a dover prestare grande attenzione ai motivi che legittimano il ricorso al contratto a tempo determinato e alla messa a punto della clausola relativa alla causale. Queste rappresentano infatti le principali insidie dovute alla nuova disciplina dei contratti a tempo determinato”. Il decreto infatti “non si limita a prevedere l’obbligo della causale per il ricorso al contratto a tempo determinato, ma richiede che il motivo sia dovuto a ‘incrementi temporanei, significativi e non programmabili’ dell’attività ordinaria. In caso di contenzioso, non è difficile prevedere che nella gran parte dei casi non sarà semplice per le aziende fornire la prova della sussistenza di tutti e 3 i requisiti richiesti”, spiega ancora l’avvocato. L’obbligo delle causali è stato introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento nel 1962, con la legge 230, in un contesto economico completamente diverso rispetto quello di oggi. Soltanto nel 2014 era stato definitivamente abolito. Ora cambiano nuovamente le carte in tavola. Per il giuslavorista prima di capire se le novità introdotte aiuteranno a far decollare l’occupazione a tempo indeterminato “occorrerà attendere 12 o 18 mesi. Temo tuttavia che non vi sarà il travaso – auspicato dal governo – dai contratti a tempo determinato a contratti a tempo indeterminato. Se così dovesse essere, mi auguro che vi possa essere un ripensamento da parte del legislatore sulla efficacia della nuova disposizione” aggiunge De Luca.
“La causale potrebbe inoltre spingere le aziende a stipulare 3 contratti da 12 mesi con tre persone diverse, piuttosto che assumere assumere una sola persona per tre anni. Se così fosse, si ridurrebbero le chances per una stabilizzazione del rapporto.
Per disincentivare “l’utilizzo indiscriminato del contratto a termine”, come è nelle intenzioni del governo, sarebbe stato meglio pensare alla riduzione del cuneo fiscale e previdenziale del lavoro a tempo indeterminato.

 

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

16 Giu 2026

De Luca & Partners celebra 50 anni di eccellenza nel diritto del lavoro

Nel 2026 De Luca & Partners festeggia un traguardo straordinario: 50 anni di attività. Mezzo secolo al fianco delle imprese, accompagnandole nell’evoluzione del diritto del lavoro e delle…

8 Giu 2026

Il sistematico ritardo del dipendente può giustificare il licenziamento per giusta causa (Camera di Commercio Francese in Italia – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 13722 dell’11 maggio 2026, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha stabilito che il reiterato ritardo del dipendente, con conseguente mancato rispetto delle scadenze e…

4 Giu 2026

Webinar “È arrivata la Pay Transparency: la rivoluzione delle retribuzioni tra nuovi obblighi per le aziende e nuovi diritti per i lavoratori” – HR Virtual Breakfast

In occasione del nostro webinar “È arrivata la Pay Transparency: la rivoluzione delle retribuzioni tra nuovi obblighi per le aziende e nuovi diritti per i lavoratori”, i relatori…

29 Mag 2026

Comunicazione del licenziamento: la mail ordinaria è sufficiente se il lavoratore ne ha conoscenza

Con la recente ordinanza n. 13731 dell’11 maggio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla validità ed efficacia di una comunicazione del licenziamento avvenuta…

29 Mag 2026

Lo sai che… il c.d. “Decreto 1° maggio” introduce nuove misure in materia di salario “giusto”, incentivi all’occupazione e lavoro tramite piattaforme digitali? 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale”,…

29 Mag 2026

Videosorveglianza e protezione dei dati personali: il Garante ribadisce l’obbligo di trasparenza

Con il provvedimento n. 167/2026 del 12 marzo 2026, il Garante per la protezione dei dati personali è tornato a pronunciarsi sul tema della videosorveglianza, ribadendo alcuni principi…