27 Set 2017

L’accordo transattivo deve prevedere rinunce specifiche

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20976/2017, ha affermato che la previsione sottoscritta dalle parti in occasione della risoluzione anticipata dal rapporto di lavoro, nella quale l’impresa si impegna a versare una somma lorda a titolo di integrazione sul Tfr, a fronte della rinuncia da parte del lavoratore a eventuali controversie relative al calcolo del Tfr nel suo complesso, equivale a mera quietanza e non ha efficacia estintiva rispetto a possibili rivendicazioni future dello stesso dipendente relative, come nel caso di specie, all’incidenza del lavoro straordinario sul Tfr. La Suprema Corte, avallando l’interpretazione offerta dalla Corte di merito, ha confermato che l’erogazione di un importo “al solo fine di evitare qualsiasi rischio di eventuali controversie che dovessero coinvolgere il calcolo della indennità di anzianità al 31 maggio 1982 e del trattamento di fine rapporto nel suo complesso”, non costituisce puntuale rinuncia del dipendente, poiché non contiene alcun riferimento al computo del compenso per lavoro straordinario, ma reca solo un generico riferimento all’indennità di anzianità maturata al 31 maggio 1982 e al TFR, del tutto inidoneo a radicare nel lavoratore la consapevolezza di dismettere la pretesa al computo suddetto. La Suprema Corte così statuendo conferma quell’orientamento giurisprudenziale secondo cui la quietanza a saldo sottoscritta dal lavoratore ove contenga una dichiarazione di rinuncia riferita, in termini generici, ad una serie di titoli in astratto ipotizzabili in relazione al rapporto di lavoro ed alla sua conclusione, può assumere il valore di rinuncia o di transazione solo se risulta accertato, “anche sulla base dell’interpretazione del documento o per concorso di altre specifiche circostanze desumibili aliunde”, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi. In caso contrario tali enunciazioni sono assimilabili a clausole di stile e, pertanto, non sono di per sé sufficienti a comprovare l’effettiva sussistenza di una volontà dispositiva dell’interessato.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

27 Feb 2026

Licenziamenti: dalla Corte costituzionale più spazio al giudice e alla reintegrazione (I Focus del Sole 24 Ore, 26 febbraio 2026 – Vittorio De Luca e Alessandra Zilla)

La disciplina dei licenziamenti continua a rappresentare uno dei nodi centrali del diritto del lavoro italiano, terreno di costante tensione tra libertà di iniziativa economica e tutela della…

27 Feb 2026

Il “food delivery” nuovamente al centro delle attività ispettive (Norme & Tributi Plus Diritto de Il Sole 24 Ore, 17 febbraio 2026 – Vittorio De Luca e Alessandro Ferrari)

È recente la notizia che uno dei più importanti player del “food delivery” in Italia è stato sottoposto acontrollo giudiziario, disposto con decreto d’urgenza del pubblico ministero –…

26 Feb 2026

Vittorio De Luca al Welfare & HR Summit 2026

Il 25 febbraio 2026 Vittorio De Luca ha partecipato alla sesta edizione del Welfare & HR Summit de Il Sole 24 Ore, in particolare, il nostro managing partner,…

26 Feb 2026

Corte di Cassazione: il DVR come presupposto di legittimità della somministrazione.

Corte di Cassazione: il DVR come presupposto di legittimità della somministrazione. La mancanza di una valutazione dei rischi concreta e puntuale, formalizzata in un Documento di valutazione dei…

26 Feb 2026

Perdita di chance: la Cassazione ribadisce il rigoroso onere della prova a carico del lavoratore

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1235 del 20 gennaio 2026, ha ribadito i principi fondamentali in materia di risarcimento del danno da perdita di chance in…

26 Feb 2026

Lo sai che…il lavoratore che dispone un bonifico a seguito di una mail di phishing può essere licenziato e condannato a risarcire il danno?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 43873 del 13 febbraio 2026, ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato ad una dipendente addetta alla…