Categorie: Insights, Pubblicazioni · News, Pubblicazioni

Tag: Datore di lavoro, Licenziamento


12 Mag 2026

Licenziamento legittimo per falsa attestazione delle presenze e utilizzo dei dati dei sistemi di accesso (Camera di Commercio Francese in Italia, 12 maggio 2026 – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 7985 del 31 marzo 2026, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato a un lavoratore per irregolarità nella attestazione delle presenze, chiarendo i limiti di utilizzo a fini disciplinari dei dati raccolti attraverso i sistemi aziendali di accesso e rilevazione delle presenze.  

Nel caso esaminato, il dipendente era stato licenziato per aver, in più occasioni – tra gennaio e ottobre 2019 -, omesso le timbrature tramite badge o inserito manualmente sull’applicativo aziendale orari di ingresso e uscita non corrispondenti ai dati registrati dai sistemi di controllo degli accessi alle sedi aziendali.  

Il lavoratore aveva impugnato il licenziamento, contestando, tra l’altro, l’utilizzabilità a fini disciplinari dei dati acquisiti dal datore di lavoro attraverso i sistemi di rilevazione degli accessi, ritenuti lesivi del divieto di controllo a distanza. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano tuttavia ritenuto legittimo il recesso, accertando la sussistenza delle condotte contestate e la proporzionalità della sanzione espulsiva.  

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, ribadendo che gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze rientrano nell’ambito dell’art. 4, comma 2, dello Statuto dei Lavoratori e, pertanto, i dati da essi raccolti sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, inclusi quelli disciplinari, a condizione che il lavoratore sia stato adeguatamente informato sulle modalità di utilizzo degli strumenti e di effettuazione dei controlli e che sia rispettata la normativa in materia di protezione dei dati personali.  

La Suprema Corte ha inoltre chiarito che tale forma di controllo non è assimilabile ai controlli a distanza vietati, in quanto attiene alla rilevazione degli accessi e delle presenze e non comporta un monitoraggio diretto e continuativo dell’attività lavorativa. Anche quando l’analisi dei dati sia effettuata a seguito di sospetti di illecito, i dati restano utilizzabili, in quanto legittimamente raccolti nell’ambito degli strumenti di lavoro.  

Nel caso di specie, è stato ritenuto soddisfatto anche l’obbligo informativo, in quanto il datore di lavoro aveva adottato una policy aziendale sui controlli degli accessi, portata a conoscenza dei dipendenti attraverso pubblicazione sulla rete intranet e comunicazioni aziendali dedicate.  

In conclusione, la pronuncia conferma che la falsa attestazione delle presenze, realizzata mediante omissione delle timbrature o inserimento di dati non veritieri, costituisce una condotta di particolare gravità idonea a giustificare il licenziamento per giusta causa e che i dati raccolti tramite i sistemi di accesso e rilevazione delle presenze possono essere legittimamente utilizzati a fini disciplinari nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. 

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

3 Ago 2026

Trasparenza salariale, in arrivo le prime richieste dai dipendenti (Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2026 – Vittorio De Luca)

A due mesi dal decreto. Dall’entrata in vigore del Dlgs 96/2026, il 7 giugno, secondo una survey flash condotta da Gidp, l’8% dei direttori delle risorse umane ha…

30 Lug 2026

Controlli aziendali e tutela dei dati: quale equilibrio?

Con una recente sentenza del Tribunale di Pisa n. 800 del 13 giugno 2026 si affronta un tema di particolare interesse per le aziende: il delicato equilibrio tra…

30 Lug 2026

Licenziamento illegittimo e reintegra: il lavoratore deve restituire l’indennità di preavviso 

Con l’ordinanza n. 22187 del 28 giugno 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della restituzione dell’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta al lavoratore in caso…

30 Lug 2026

Lo sai che… l’incapacità naturale del lavoratore non impedisce la decorrenza del termine per impugnare il licenziamento?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23486 del 18 luglio 2026, hanno affermato che lo stato di incapacità naturale del lavoratore destinatario della…

22 Lug 2026

Il dipendente non può indirizzare i clienti verso un concorrente prima delle dimissioni (Camera di Commercio Francese in Italia, 22 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 1723 del 26 maggio 2026, la Corte di Cassazione italiana ha confermato la responsabilità di un dipendente che, prima della cessazione del rapporto di lavoro, aveva indirizzato…

20 Lug 2026

Accesso alla Naspi (Top24 Lavoro Ai – Il Sole 24 Ore, 20 luglio 2026 – Vittorio De Luca e Alessandra Zilla)

Disciplina Normativa La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), istituita con il Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, rappresenta il principale strumento di sostegno al reddito per i…