Categorie: Insights, Pubblicazioni · News, Pubblicazioni

Tag: IA, Intelligenza Artificiale


7 Apr 2025

Come gestire l’intelligenza artificiale in azienda: guida per dirigenti (Agenda Digitale – 4 aprile 2025, Martina De Angeli)

L’intelligenza artificiale in azienda comporta rischi relativi alla sicurezza dei dati e alla protezione del know-how. Le organizzazioni necessitano di policy adeguate per garantire un utilizzo etico e conforme alla normativa

Quando un dipendente ricorre a sistemi di intelligenza artificiale – spesso generativa – per svolgere le proprie attività lavorative potrebbe, in maniera più o meno consapevole, condividere con soggetti esterni, e quindi non autorizzati, know-how aziendale e informazioni personali.

Intelligenza artificiale in azienda: definizione e diffusione

Vale, innanzitutto, la pena precisare che l’Intelligenza Artificiale generativa è una tipologia di tecnologia che impara dai contenuti esistenti per generarne di nuovi in base alle specifiche richieste del suo interlocutore (umano).

Negli ultimi anni, l’I.A. generativa è entrata nel quotidiano e il mondo del lavoro non ne è stato esente. Accade infatti con sempre maggior frequenza che i lavoratori utilizzino tali tecnologie per portare a termine le proprie attività e nel farlo immettano nei sistemi informazioni aziendali, anche sensibili, know-how aziendale ovvero dati personali e particolari. Spesso le aziende non sono informate o non sono consapevoli di tali pratiche e rischiano di essere esposte a importanti rischi – anche dal punto di vista della cybersicurezza – senza neppure esserne coscienti.

I rischi dell’intelligenza artificiale in azienda, spiegati dall’IA

Nel tentativo di rispondere a questo quesito, abbiamo voluto interpellare una delle parti direttamente coinvolte. Di seguito, per punti, i principali red flag legati all’adozione di I.A. generativa che lei stessa ci ha segnalato.

Secondo l’I.A., acconsentire a che i lavoratori utilizzino queste tecnologie potrebbe comportare per una società:

  • problematiche connesse alla governance e alla gestione della sicurezza informatica;
  • violazioni delle norme in materia di protezione dei dati personali;
  • commissione di comportamenti discriminatori derivanti dai pregiudizi (bias) contenuti nei dati con cui è stata addestrata;
  • eccessiva dipendenza dei lavoratori all’intelligenza artificiale che, nei casi più gravi, potrebbe causare un pericolo di riduzione delle capacità decisionali e critiche tipiche dell’essere umano.

Tutti spunti interessanti ai quali non si può non aggiungere anche il rischio di divulgazione di know-how aziendale e quindi di dispersione di informazioni sensibili per una azienda.

Protezione dell’azienda nell’era dell’intelligenza artificiale

Da queste brevi considerazioni, sorge spontaneo domandarsi come una società possa quindi proteggersi da tutti i rischi connessi ad un uso generalizzato, diffuso e non controllato dell’I.A. generativa da parte dei lavoratori.

In uno scenario che può intimorire e creare scetticismo, certamente la soluzione non può essere quella di impedire l’utilizzo di tali tecnologie che, al contrario, rappresentano sempre più un elemento per rimanere competitivi e contribuiscono allo sviluppo dell’azienda ma anche alla crescita delle sue risorse (umane).

Fondamentale diventa quindi imparare a farne un uso etico e consapevole.

Linee guida per l’intelligenza artificiale in azienda

  • È fondamentale non permettere che i dipendenti ricorrano all’I.A. senza regolamentarne internamente l’utilizzo e fornire loro specifici training, linee guida e best practices. Investire in formazione, in sistemi di sicurezza solidi e in politiche di gestione del cambiamento per garantire che l’adozione dell’I.A. porti vantaggi reali senza però compromettere la sicurezza, l’integrità o la cultura aziendale è una esigenza di primaria importanza.

Continua a leggere la versione integrale pubblicata su Agenda Digitale.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Apr 2026

Gestione della posta elettronica aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro: i limiti secondo il Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha nuovamente espresso il proprio parere sulla gestione della posta elettronica aziendale da parte dei datori di lavoro dopo la…

8 Apr 2026

Licenziamento orale: onere della prova in capo al lavoratore

Con l'ordinanza n. 4077 del 23 febbraio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del licenziamento orale, statuendo che il lavoratore che impugni la risoluzione…

8 Apr 2026

Lo sai che… l’incompatibilità tra colleghi può giustificare il trasferimento del dipendente?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, ha affermato che il trasferimento del lavoratore può essere legittimamente disposto anche in presenza…

7 Apr 2026

Il confine tra riposo e inattività nella gestione dell’orario di lavoro (AIDP – HR Online, 7 aprile 2026 – Vittorio De Luca, Alesia Hima)

Nel linguaggio organizzativo delle aziende si parla spesso di “pause”, “attese” o “tempi morti”. Nella pratica operativa questi termini vengono utilizzati quasi come sinonimi. Dal punto di vista…

17 Mar 2026

Parità salariale, via libera al decreto su parità e trasparenza retributiva (People are People, 16 marzo 2026 – Claudia Cerbone, Martina De Angeli)

Claudia Cerbone e Martina De Angeli, professioniste dello studio De Luca & Partners, firmano il presente articolo dedicato allo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 5 febbraio…

16 Mar 2026

Illegittimità dello staff leasing per violazione del principio di temporaneità (Top 24 Lavoro, 27 febbraio 2026 – Vittorio De Luca, Alessandra Zilla)

Con la sentenza n. 4493 del 19 dicembre 2025, il Tribunale di Milano è intervenuto sul tema della somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (c.d. staff leasing). In…