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Tag: HR, lavoro


7 Apr 2026

Il confine tra riposo e inattività nella gestione dell’orario di lavoro (AIDP – HR Online, 7 aprile 2026 – Vittorio De Luca, Alesia Hima)

Nel linguaggio organizzativo delle aziende si parla spesso di “pause”, “attese” o “tempi morti”. Nella pratica operativa questi termini vengono utilizzati quasi come sinonimi. Dal punto di vista giuridico, però, non lo sono affatto.
Una recente ordinanza della Corte di cassazione (n. 1835 del 27 gennaio 2026) richiama l’attenzione su una distinzione che può avere effetti molto concreti nella gestione dei rapporti di lavoro: quella tra riposo e inattività.

La differenza non è solo terminologica. Da essa dipendono il calcolo dell’orario di lavoro, la verifica dell’eventuale lavoro straordinario e, più in generale, la tenuta delle scelte organizzative adottate dall’azienda.

Per questo il tema non riguarda solo gli operatori del diritto, ma interessa direttamente chi si occupa di organizzazione del lavoro, pianificazione dei turni e gestione delle risorse umane.

Il criterio decisivo: la disponibilità del lavoratore
La Cassazione ribadisce un principio ormai consolidato: non tutto il tempo in cui il lavoratore non svolge materialmente un’attività può essere qualificato come pausa di riposo.

  • Il riposo intermedio si configura quando il lavoratore può disporre liberamente del proprio tempo, anche se con alcune limitazioni logistiche legate al luogo di lavoro. In questi casi il periodo non viene computato nell’orario di lavoro.
  • Diversa è la situazione della semplice inattività temporanea. Qui il lavoratore, pur non svolgendo attività operativa, è comunque tenuto a mantenere disponibile la propria forza lavoro per eventuali richieste o per la ripresa della prestazione. In questa ipotesi il tempo è computabile come orario di lavoro.

Il discrimine, quindi, non è l’assenza di attività in sé, ma la condizione in cui si trova il lavoratore: può realmente gestire quel tempo come vuole oppure deve restare disponibile per l’organizzazione?

È una distinzione apparentemente semplice, ma che nella pratica aziendale può diventare meno evidente.

Continua a leggere la versione integrale pubblicata su AIDP – HR Online

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