Parità salariale, via libera al decreto su parità e trasparenza retributiva (People are People, 16 marzo 2026 – Claudia Cerbone, Martina De Angeli)
Claudia Cerbone e Martina De Angeli, professioniste dello studio De Luca & Partners, firmano il presente articolo dedicato allo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 5 febbraio dal Consiglio dei Ministri, che pone l’Italia tra i primi Paesi dell’Unione Europea ad aver recepito la Direttiva UE 2023/970 sulla pay transparency
La Direttiva Europea n. 2023/970 (Direttiva UE), adottata il 10 maggio 2023, nasce con un obiettivo molto chiaro: rendere realmente applicabile il principio della parità salariale tra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. Non si limita, dunque, a riaffermare un principio già esistente nel diritto europeo ma introduce strumenti concreti per far emergere eventuali disparità retributive e rendere più semplice per lavoratrici e lavoratori far valere i propri diritti.
Il cuore della Direttiva UE è la trasparenza: più informazioni disponibili, maggiore visibilità sui criteri con cui vengono determinate le retribuzioni e, di conseguenza, più strumenti per i lavoratori per individuare eventuali differenze ingiustificate. In questo senso, la Direttiva UE segna un vero e proprio punto di svolta, perché trasforma un principio che finora è rimasto in gran parte teorico in un obbligo concreto e operativo. Ai datori di lavoro viene infatti richiesto di garantire un livello molto più elevato di chiarezza e tracciabilità nei meccanismi che determinano stipendi, inquadramenti e progressioni di carriera.
A questo si aggiunge un modello di vigilanza e di applicazione delle nuove regole sensibilmente più incisivo. In caso di contenzioso, ad esempio, può operare l’inversione dell’onere della prova: qualora il datore di lavoro non abbia rispettato gli obblighi di trasparenza previsti, sarà lui a dover dimostrare che non si è verificata alcuna discriminazione retributiva.
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