Categorie: Insights, Prassi

Tag: licenziamenti collettivi


29 Giu 2020

Coordinamento tra D.L. Cura Italia e D.L. Rilancio: nota INL n. 160 del 3 giugno 2020

Con la nota n. 160 del 3 giugno 2020 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal D.L. n. 34/2020 (“D.L. Rilancio”) al D.L. n. 18/2020 (“D.L. Cura Italia”) già convertito dalla Legge n. 27/2020, al fine di aiutare l’interprete nell’analisi delle varie disposizioni normative che si succedute e sovrapposte negli ultimi mesi.

Le principali indicazioni fornite dall’Ispettorato riguardano il divieto di licenziamento ex art. 46 del D.L. Cura Italia e la disciplina derogatoria dei contratti a termine introdotta durante l’emergenza Covid-19.

Modifiche all’art. 46 D.L. Cura Italia: licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo

Quanto al primo profilo, l’INL ha ricordato che in sede di conversione in Legge del D.L. Cura Italia è stata introdotta una specifica esclusione dal divieto di licenziamento nell’ambito degli appalti e, precisamente, nel caso in cui “il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore”. Da ciò consegue – come precisato nella nota in commento – che il divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo non operi nell’ipotesi in cui il nuovo appaltatore assorba il personale impiegato nell’appalto. Qualora, invece, il personale non venga riassorbito tale divieto permarrà in capo all’appaltatore uscente.

Sempre con riferimento ai licenziamenti, l’INL ha ricordato che il D.L. Rilancio ha esteso per cinque mesi, decorrenti dal 17 marzo 2020, i termini del relativo divieto: durante tale arco temporale non potranno essere avviate procedure di licenziamento collettivo e quelle pendenti, avviate dopo il 23 febbraio, sono sospese per il medesimo periodo.

Allo stesso modo, è stato prorogato per il medesimo periodo il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 7, L. 604/1966, con la precisazione che le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in corso sono sospese.

Nessun chiarimento viene fornito in merito alla finestra temporale che si è determinata per il ritardo dell’emanazione del D.L. 34/2020 (19 maggio 2020) rispetto alla scadenza dell’originario divieto, 16 maggio, previsto dal D.L. 34/2020: potrà essere solo oggetto di interpretazioni giudiziali, fermo restando che l’irretroattività delle norme difficilmente potrà essere superata.

Da ultimo l’INL rammenta che il D.L. Rilancio ha introdotto il comma 1bis che consente aldatore di lavoro che abbia effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nel periodo dal 23 febbraio al 17 marzo 2020 la facoltà di revocare in ogni tempo il recesso, purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri nè sanzioni per il datore di lavoro.

Proroga o rinnovi del contratto a termine: deroga all’art. 21 del D.Lgs. 81/2015

Quanto ai contratti a termine, l’INL ha fornito chiarimenti in merito alla deroga all’art. 21 D.Lgs. 81/2015 introdotta dal D.L. Rilancio, che consente di rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle causali disciplinate all’art. 19, comma 1, D.Lgs. 81/2015.

Con la nota in commento, l’INL ha precisato che, ai fini della proroga o del rinnovo “acausale” di cui alla disposizione contenuta nel D.L. Rilancio, devono ricorrere due condizioni:

  • il contratto a tempo determinato deve risultare in essere al 23 febbraio 2020 (sono quindi esclusi dalla disciplina derogatoria i contratti stipulati per la prima volta dopo il 23 febbraio);
  • il contratto di lavoro prorogato o rinnovato deve cessare entro il 30 agosto 2020.

Resta ovviamente ferma la possibilità di disporre una proroga “acausale” anche oltre il 30 agosto laddove la stessa non comporti il superamento del periodo di 12 mesi.

Altri Insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

3 Ago 2026

Trasparenza salariale, in arrivo le prime richieste dai dipendenti (Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2026 – Vittorio De Luca)

A due mesi dal decreto. Dall’entrata in vigore del Dlgs 96/2026, il 7 giugno, secondo una survey flash condotta da Gidp, l’8% dei direttori delle risorse umane ha…

30 Lug 2026

Controlli aziendali e tutela dei dati: quale equilibrio?

Con una recente sentenza del Tribunale di Pisa n. 800 del 13 giugno 2026 si affronta un tema di particolare interesse per le aziende: il delicato equilibrio tra…

30 Lug 2026

Licenziamento illegittimo e reintegra: il lavoratore deve restituire l’indennità di preavviso 

Con l’ordinanza n. 22187 del 28 giugno 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della restituzione dell’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta al lavoratore in caso…

30 Lug 2026

Lo sai che… l’incapacità naturale del lavoratore non impedisce la decorrenza del termine per impugnare il licenziamento?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23486 del 18 luglio 2026, hanno affermato che lo stato di incapacità naturale del lavoratore destinatario della…

22 Lug 2026

Il dipendente non può indirizzare i clienti verso un concorrente prima delle dimissioni (Camera di Commercio Francese in Italia, 22 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 1723 del 26 maggio 2026, la Corte di Cassazione italiana ha confermato la responsabilità di un dipendente che, prima della cessazione del rapporto di lavoro, aveva indirizzato…

20 Lug 2026

Accesso alla Naspi (Top24 Lavoro Ai – Il Sole 24 Ore, 20 luglio 2026 – Vittorio De Luca e Alessandra Zilla)

Disciplina Normativa La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), istituita con il Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, rappresenta il principale strumento di sostegno al reddito per i…