Dirigenti, ferie annuali irrinunciabili (Il Sole 24 Ore – Norme & Tributi Plus Lavoro, 14 gennaio 2026 – Vittorio De Luca e Alesia Hima)
La mancata fruizione non può essere loro imputata in ragione della sola autonomia organizzativa
Anche nei confronti dei dirigenti il diritto alle ferie annuali retribuite conserva natura fondamentale e irrinunciabile e la mancata fruizione non può essere automaticamente imputata al dipendente in ragione della sola autonomia organizzativa. Spetta infatti al datore di lavoro dimostrare di aver messo il dirigente in condizione di godere delle ferie, di averlo sollecitato alla loro fruizione e di averlo informato delle conseguenze della mancata utilizzazione, ai fini dell’esclusione del diritto all’indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, Sez. lavoro, con l’ordinanza n. 32689 del 15 dicembre 2025, intervenendo su un tema che nel tempo ha visto il confronto di differenti orientamenti giurisprudenziali.
La controversia trae origine dalla domanda proposta da un dirigente volta a ottenere il pagamento dell’indennità sostitutiva delle ferie maturate e non godute. Il lavoratore aveva dedotto di non aver potuto fruire dei periodi di riposo annuale e aveva chiesto, alla cessazione del rapporto, la monetizzazione delle ferie residue.
La domanda era stata respinta nei precedenti gradi di giudizio. In particolare, la Corte d’appello aveva escluso il diritto all’indennità sostitutiva valorizzando la posizione dirigenziale del lavoratore e l’autonomia organizzativa di cui lo stesso godeva. Secondo i giudici di merito, in assenza della prova di esigenze aziendali eccezionali, imprevedibili e inderogabili che avessero impedito la fruizione delle ferie, la mancata utilizzazione dei periodi di riposo doveva ritenersi imputabile a una scelta autonoma del dirigente.
Tale conclusione si inseriva in un orientamento giurisprudenziale che, in passato, ha valorizzato l’autonomia organizzativa riconosciuta alla figura dirigenziale, ritenendo che la possibilità di gestire in modo autonomo i tempi e i modi della propria attività si riflettesse anche sulla fruizione delle ferie. In questa prospettiva, la mancata utilizzazione del riposo annuale veniva ricondotta, di regola, a una scelta del lavoratore (Cass. 27971/2018; Cass. 23697/2017).
Avverso tale decisione il dirigente ha proposto ricorso per Cassazione, denunciando la violazione della normativa nazionale ed eurounitaria in materia di ferie annuali retribuite e censurando l’automatismo che faceva discendere la perdita del diritto dalla sola qualifica dirigenziale.
La Suprema corte ha accolto le censure, richiamando il principio, affermato anche dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, in applicazione dell’art. 7 della direttiva 2003/88/CE, secondo cui il diritto alle ferie annuali retribuite costituisce un diritto fondamentale e irrinunciabile, funzionale alla tutela della salute e della sicurezza del lavoratore. Tale diritto non può essere svuotato di contenuto attraverso presunzioni fondate esclusivamente sull’autonomia organizzativa o sulla posizione rivestita.
Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…
Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…
Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…
Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…
In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…
Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…