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Tag: GDPR, Privacy


27 Feb 2024

Garante Privacy: nuove indicazioni sull’utilizzo dei programmi di gestione della posta elettronica aziendale e sulla conservazione dei “metadati”

Con il provvedimento n. 642 del 21 dicembre 2023, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un documento denominato “Programmi e servizi informatici di gestione della posta elettronica nel contesto lavorativo e trattamento dei metadati” avente lo scopo di fornire, ai datori di lavoro pubblici e privati, indicazioni di indirizzo sull’utilizzo dei programmi e servizi informatici per la gestione della posta elettronica aziendale.


Il documento viene adottato a seguito di accertamenti effettuati dal Garante in occasione dei quali è emerso il rischio che programmi e servizi informatici per la gestione della posta elettronica, commercializzati da fornitori in modalità cloud o as-a-service, possano raccogliere per impostazione predefinita, in modo preventivo e generalizzato, i metadati relativi all’utilizzo degli account di posta elettronica in uso ai dipendenti conservandoli per un esteso arco temporale. Con “metadati” devono intendersi informazioni quali, ad esempio, giorno, ora, mittente, destinatario, oggetto e dimensione dell’e-mail.

Per assicurare il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati nonché la disciplina di settore in materia di controlli a distanza – come noto, disciplinata dall’art. 4, L. 300/1970 (“Statuto dei Lavoratori”), i datori di lavoro dovranno:

  • verificare che i programmi e servizi informatici di gestione della posta elettronica consentano di modificare le impostazioni di base, impedendo la raccolta dei metadati o limitando il periodo di conservazione degli stessi ad un limite massimo di 7 giorni, estendibili di ulteriori 48 ore in presenza di condizioni specifiche;
  • diversamente, espletare le procedure di garanzia previste dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, ossia sottoscrivere un accordo sindacale o ottenere una autorizzazione dell’Ispettorato, nazionale o territoriale, del Lavoro. Ciò poiché l’estensione del periodo di conservazione oltre l’arco temporale dei 7/9 giorni può comportare un indiretto controllo a distanza dell’attività del lavoratore;
  • in ogni caso, deve essere assicurata la necessaria trasparenza nei confronti dei lavoratori, fornendo preventivamente agli stessi una specifica informativa sul trattamento dei dati personali.

In altre parole, se per rispondere a esigenze organizzative e produttive, di tutela del patrimonio aziendale e di sicurezza del lavoro, la conservazione dei dati non può essere limitata ai periodi indicati dal Garante, i datori di lavoro dovranno sottoscrivere un accordo sindacale o ottenere una autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

In assenza di ciò, si configura un controllo a distanza delle attività del lavoratore che può avere conseguenze anche penali al quale si aggiunge anche la violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali avente, quale conseguenza, (i) l’illiceità del trattamento dei dati personali, (ii) la violazione del principio di limitazione della conservazione nonché (iii) la violazione dei principi di protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita oltreché di responsabilizzazione.


In ogni caso, resta inteso che, nelle more dell’eventuale espletamento delle procedure di garanzia, i metadati non potranno comunque essere utilizzati. ​

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