Categorie: Insights, Giurisprudenza


3 Dic 2015

Corte di Giustizia Europea: interpretazioni della direttiva sui licenziamenti collettivi

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza n. C-422/14 dell’11 novembre 2015, è intervenuta su due punti centrali della direttiva europea sui licenziamenti collettivi (98/59/CE). Nella specie (i) il criterio di computo della dimensione aziendale che rende applicabile la disciplina sui licenziamenti collettivi e (ii) la nozione di licenziamento utile a determinare la soglia numerica oltre la quale è necessario applicare la normativa sui licenziamenti collettivi. Quanto al primo punto, la Corte osserva che, ai fini del calcolo dell’organico per l’applicazione della normativa sui licenziamenti collettivi, tra i “lavoratori abitualmente occupati” rientrano i lavoratori a tempo determinato. Quanto al secondo punto, la Corte stabilisce che nel computo dei cinque licenziamenti rientra “qualsiasi cessazione del contratto di lavoro non voluta dal lavoratore e, quindi, senza il suo consenso”, includendovi anche le dimissioni rassegnate dal lavoratore a causa di modifiche unilaterali apportate dal datore di lavoro ad un elemento essenziale del rapporto per ragioni che esulano dalla sua persona. L’impatto sull’ordinamento italiano di tale sentenza sarà attenuato con riferimento al primo punto, avendo il Jobs Act previsto che nel computo dei dipendenti – ai fini dell’applicazione di qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale – si deve tener conto dei lavoratori a tempo determinato, applicando uno specifico criterio di calcolo (art. 27 D.Lgs. 81/2015). Notevoli, invece, potrebbero essere le ripercussioni riguardanti il secondo punto, poiché nel nostro ordinamento le dimissioni, anche se supportate da “giusta causa”, sono sempre state escluse dal computo della soglia numerica per l’applicazione della citata normativa.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Lug 2026

Trasparenza salariale: a un mese dall’entrata in vigore, sono due gli orientamenti sul mercato (The Platform, 8 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…

2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…

2 Lug 2026

Omessa contestazione dell’addebito disciplinare: la Cassazione esclude la nullità del licenziamento e la reintegra nelle piccole imprese

Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…

2 Lug 2026

AI e rapporto di lavoro: prime indicazioni dei decreti attuativi e riflessi in ambito data protection

Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…

1 Lug 2026

Sostenibilità, responsabilità e futuro: il nostro impegno cresce nel tempo

In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…

25 Giu 2026

Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…