Categorie: Insights, Giurisprudenza


1 Gen 2017

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo non può fondarsi su un comportamento del dipendente riconducibile alla sua sfera volitiva

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23735 del 22 novembre 2016, torna  a tracciare i confini tra licenziamento ontologicamente disciplinare e licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Nella specie il licenziamento per giustificato motivo oggettivo sottoposto al suo esame era stato motivato da “una pressoché totale assenza di sinallagmaticità, fra le obbligazioni a noi facenti capo nei di Lei confronti, ed il contenuto della Sua prestazione (anche sotto il profilo degli esiti della stessa), che non possiamo non riconnettere ad una – per quanto (…) sollecitata – mancanza di adeguamento alle esigenze (comportamentali, produttive, valutative, ecc.), che la evoluzione del mercato, invece, comporta”. Al riguardo La Corte ha chiarito che in tema di licenziamento individuale, deve escludersi la sussistenza di un giustificato motivo oggettivo quando, al di là di ogni riferimento a ragioni dell’impresa, il licenziamento si fonda su un comportamento riconducibile alla sfera volitiva del lavoratore e lesivo dei suoi doveri contrattuali. La Corte ha, altresì, precisato che ragioni organizzative legittimanti un licenziamento per giustificato motivo possono ravvisarsi in condizioni attinenti alla persona del lavoratore purché si tratti di circostanze oggettive idonee a determinare la perdita di interesse del datore di lavoro alla prestazione, quali la sopravvenuta inidoneità per infermità fisica, la carcerazione, il ritiro della patente o la sospensione delle autorizzazioni amministrative, la mancanza del titolo professionale abilitante, e non, quindi tali da poter configurare, nella sostanza, un inadempimento comunque imputabile allo stesso. Di tal guisa, la Corte ha statuito che il licenziamento sottoposto al suo esame, seppur qualificato formalmente dal datore di lavoro come licenziamento per giustificato motivo oggettivo, va ricondotto, dato il suo tenore, nelle ipotesi di licenziamento disciplinare.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Lug 2026

Trasparenza salariale: a un mese dall’entrata in vigore, sono due gli orientamenti sul mercato (The Platform, 8 luglio 2026 – Vittorio De Luca, Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Dal 7 giugno si devono applicare le regole Ue dirette a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per…

2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare…

2 Lug 2026

Omessa contestazione dell’addebito disciplinare: la Cassazione esclude la nullità del licenziamento e la reintegra nelle piccole imprese

Massima Con la recentissima sentenza n. 17283 del 1° giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della omessa contestazione disciplinare e dei suoi effetti sul…

2 Lug 2026

AI e rapporto di lavoro: prime indicazioni dei decreti attuativi e riflessi in ambito data protection

Con l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026, dei primi schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di…

1 Lug 2026

Sostenibilità, responsabilità e futuro: il nostro impegno cresce nel tempo

In occasione del nostro 50° anniversario, abbiamo scelto di guardare al futuro con la stessa attenzione con cui custodiamo le nostre radici. Radici che affondano in Puglia, terra…

25 Giu 2026

Parità salariale e trasparenza retributiva: cosa cambierà in Italia (People are People, 25 giugno 2026 – Claudia Cerbone e Martina De Angeli)

Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, collocandosi tra i…