Categorie: Insights, Giurisprudenza


2 Apr 2018

Indennità sostitutiva del preavviso: sanzioni ed interessi

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 4211 depositata il 21 febbraio 2018, è stata chiamata a pronunciarsi in merito ad  un giudizio di opposizione ad ingiunzione di pagamento. Nello specifico l’Inps con detta ingiunzione  aveva intimato ad una società il pagamento di sanzioni ed interessi sull’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta ad un proprio ex dipendente – nello specifico un dirigente – con ritardo rispetto alla data della sentenza di primo grado. Sentenza questa con cui il licenziamento per giusta causa oggetto del procedimento era stato dichiarato illegittimo. Sia in primo che in secondo grado l’opposizione proposta dal datore di lavoro era stata accolta. In particolare, la Corte di Appello territorialmente competente aveva fondato il proprio convincimento sull’assunto che (i) con il licenziamento, il rapporto previdenziale si era chiuso; (ii) la sentenza di condanna al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso era stata impugnata e (iii) in pendenza del giudizio d’appello alcun debito contributivo poteva ritenersi sorto nei confronti dell’ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha riformato integralmente la decisione di merito affermando, invece, che il debito contributivo del datore di lavoro nei confronti dell’INPS era sorto con la sentenza di condanna, provvisoriamente esecutiva per legge, al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso. Pertanto, a parere della Suprema Corte, il ritardo maturato dalla sentenza all’effettivo pagamento dei contributi doveva essere valutato ai fini della tempestività dell’adempimento del debito contributivo, non avendo alcun rilievo la pendenza del giudizio di impugnazione.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

20 Mag 2026

Webinar “Decreto 1° maggio: le principali novità” – Un Caffè HR con De Luca & Partners

In occasione del nostro webinar "Un Caffè HR con De Luca Partners", i relatoriSilvia Zulato, Senior Associate e Alessandro Riccardo Polli, Divisione Consulenza del Lavoro​​ di HR Capital…

12 Mag 2026

Licenziamento legittimo per falsa attestazione delle presenze e utilizzo dei dati dei sistemi di accesso (Camera di Commercio Francese in Italia – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 7985 del 31 marzo 2026, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato a un lavoratore per…

30 Apr 2026

Webinar “Bonus, cosa occorre sapere in merito agli obiettivi?” – Un Caffè HR con De Luca & Partners

Ieri, in occasione del nostro primo webinar Un Caffè HR con De Luca & Partners i relatori Vittorio De Luca, Managing Partner di e Alessandra Zilla, Managing Associate di De Luca & Partners…

27 Apr 2026

Gestione della posta elettronica aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro: il Garante estende il diritto di accesso a tutte le mail della casella e-mail nominativa 

“Il lavoratore può accedere ai messaggi del proprio account e-mail aziendale e ai documenti presenti nel pc dopo la fine del rapporto di lavoro. Eventuali limitazioni devono essere…

27 Apr 2026

NASpI e dimissioni per trasferimento oltre 50km: per la Cassazione non basta la distanza, va provato l’inadempimento del datore di lavoro 

Con la recente ordinanza n. 10559 del 21 aprile 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di indennità di disoccupazione (NASpI) a seguito di dimissioni per giusta causa dovute a trasferimento del…

27 Apr 2026

Lo sai che… il patto di prova è nullo se le mansioni sono indicate in modo generico? 

Il Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, con sentenza n. 683 del 3 aprile 2026, ha ribadito che il patto di prova è valido solo se contiene una specifica…