Categorie: Insights, Pubblicazioni · News, Pubblicazioni

Tag: documenti extra deposito


12 Mag 2021

Il giudice d’appello può acquisire documenti extra deposito (Il Quotidiano del lavoro de Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2021 – Vittorio De Luca, Marco Giangrande)

Il giudice d’appello può acquisire nuovi documenti. Con l’ordinanza 11068/2021, la Corte di cassazione si è espressa in merito alla violazione e/o falsa applicazione dell’articolo 414 numeri 4 e 5 e dell’articolo 420, comma 1 del Codice di procedura civile, in relazione all’articolo 360, comma 1, numero 3 dello stesso Codice, per avere la Corte di appello di Catania ritenuto ammissibile la produzione di un documento (nello specifico, la sentenza del Tribunale di Catania sulla quale si fonda l’eccezione di giudicato), all’udienza di comparizione e, quindi, fuori termine, senza che il ricorrente abbia dato prova dell’esistenza di gravi motivi e senza autorizzazione del giudice.

Una delle caratteristiche fondamentali del processo del lavoro consiste in un impegno particolarmente incisivo della tecnica delle preclusioni, che impone a entrambe le parti del processo di esporre nel primo scritto di primo grado tutte le rispettive domande, eccezioni, richieste di prova e produzioni documentali, salvo che la produzione non sia giustificata dal tempo della loro formazione o, dall’evolversi della vicenda processuale successivamente al ricorso e alla memoria di costituzione. Per il giudizio di appello, l’articolo 437, comma 2, del Codice di procedura civile dispone che «non sono ammessi nuovi mezzi di prova tranne il giuramento estimatorio, salvo che il collegio, anche d’ufficio, li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa».

Stando all’ordinanza in commento, il giudice deve vagliare l’ammissibilità di nuovi documenti prodotti in appello sotto il profilo della rilevanza degli stessi in termini di indispensabilità ai fini della decisione, con una valutazione sulla potenziale idoneità dimostrativa in rapporto al thema probandum, con riferimento allo sviluppo assunto dall’intero processo.

Pertanto, il verificarsi di preclusioni o decadenze in danno delle parti non osta all’ammissione d’ufficio delle prove, trattandosi di un potere volto a superare i dubbi residuati dalle risultanze di causa, acquisite ritualmente agli atti del giudizio di primo grado. La nuova prova, disposta d’ufficio, è funzionale al solo fondamentale approfondimento degli elementi già presenti nella realtà del processo. Non si pone, di conseguenza, una questione di decadenza o di preclusione processuale incombente sulle parti.

Continua a leggere la versione integrale pubblicata su Il Quotidiano del Lavoro de Il Sole 24 Ore.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Apr 2026

Gestione della posta elettronica aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro: i limiti secondo il Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha nuovamente espresso il proprio parere sulla gestione della posta elettronica aziendale da parte dei datori di lavoro dopo la…

8 Apr 2026

Licenziamento orale: onere della prova in capo al lavoratore

Con l'ordinanza n. 4077 del 23 febbraio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del licenziamento orale, statuendo che il lavoratore che impugni la risoluzione…

8 Apr 2026

Lo sai che… l’incompatibilità tra colleghi può giustificare il trasferimento del dipendente?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, ha affermato che il trasferimento del lavoratore può essere legittimamente disposto anche in presenza…

7 Apr 2026

Il confine tra riposo e inattività nella gestione dell’orario di lavoro (AIDP – HR Online, 7 aprile 2026 – Vittorio De Luca, Alesia Hima)

Nel linguaggio organizzativo delle aziende si parla spesso di “pause”, “attese” o “tempi morti”. Nella pratica operativa questi termini vengono utilizzati quasi come sinonimi. Dal punto di vista…

17 Mar 2026

Parità salariale, via libera al decreto su parità e trasparenza retributiva (People are People, 16 marzo 2026 – Claudia Cerbone, Martina De Angeli)

Claudia Cerbone e Martina De Angeli, professioniste dello studio De Luca & Partners, firmano il presente articolo dedicato allo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 5 febbraio…

16 Mar 2026

Illegittimità dello staff leasing per violazione del principio di temporaneità (Top 24 Lavoro, 27 febbraio 2026 – Vittorio De Luca, Alessandra Zilla)

Con la sentenza n. 4493 del 19 dicembre 2025, il Tribunale di Milano è intervenuto sul tema della somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (c.d. staff leasing). In…