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Tag: diritto del lavoro, Patto di non concorrenza


29 Apr 2024

LO SAI CHE… è nullo il patto di non concorrenza la cui validità è subordinata a decisioni datoriali che impattano sul rapporto di lavoro?

Subordinare l’applicazione del patto al mantenimento delle mansioni originarie introduce un elemento di indeterminatezza che travolge l’intero patto di non concorrenza.

A confermare tale principio è stata la corte di cassazione con ordinanza n. 10679 del 19 aprile 2024. Nel caso di specie il patto di non concorrenza prevedeva che, se fossero mutate le mansioni del dipendente in costanza di rapporto, quest’ultimo decorsi 12 mesi dalle nuove mansioni, sarebbe stato libero dall’obbligo di non concorrenza. Inoltre, il patto prevedeva che l’area geografica in cui operava l’obbligo di non esercitare attività in concorrenza si riferiva al Veneto e a un ulteriore ambito che la società si riservava di definire all’atto della cessazione del rapporto.

Alla luce di quanto sopra ne consegue che gli elementi che qualificano il contenuto del patto di non concorrenza devono essere determinati “ex ante” ed eventuali clausole che comportano l’indeterminatezza dello stesso (quali la modifica delle mansioni o del territorio) ne determinano la nullità.

Altri insights correlati:

Il corrispettivo del patto di non concorrenza: come operano i profili di nullità (Guida al Lavoro de Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2021 – Vittorio De Luca, Antonella Iacobellis)

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