Categorie: Insights, Normativa


2 Dic 2014

JOBS ACT: LA RIFORMA DEL LAVORO E’ LEGGE

La riforma del lavoro è legge.

Ora, perché la riforma entri in vigore dovremo attendere i decreti delegati del Governo che dovrebbero essere approvati già a partire dalla metà del mese in corso.

Il Governo dichiara di avere già pronti ben 5 decreti attuativi per i quali prevede di rinunciare alla cosiddetta vacatio legis, con conseguente immediata entrata in vigore delle disposizioni approvate.

Ecco le principali novità tanto attese:



Licenziamenti



Viene definitivamente superata la cosiddetta tutela reale.

Pertanto, viene meno la possibilità della reintegrazione nei licenziamenti economici. Al suo posto è previsto un risarcimento economico la cui entità sarà definita in misura crescente, in funzione dell’anzianità aziendale.

Rimarrà una residua area di operatività della tutela reale solamente per i licenziamenti di tipo disciplinare, ma solo per «specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato», e comunque con la previsione di «termini certi per l’impugnazione del licenziamento».

Viene così superata la timida quanto travagliata riforma Fornero del 2012, ma soltanto con riferimento alle nuove assunzioni.



Cassa integrazione guadagni



La cassa integrazione sarà concessa soltanto alle aziende con ragionevole prospettiva di ripresa dell’attività entro il termine di durata dell’intervento.

I tempi di approvazione del decreto attuativo in materia di cassa integrazione si annunciano tuttavia non brevissimi.

Inoltre:

– il ricorso alla integrazione salariale sarà subordinato all’esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro;

– saranno rivisti i limiti di durata dell’intervento;

– saranno introdotti meccanismi di incentivazione alla rotazione;

– saranno rimodulate le aliquote contributive ordinarie da determinarsi anche in base dell’effettivo ricorso allo strumento.



Statuto dei lavoratori



La legge delega prevede che il Governo riformi lo Statuto dei lavoratori del 1970.

In particolare, l’Esecutivo è chiamato a rivedere le limitazioni al controllo a distanza dei lavoratori, nonché al diritto del datore di lavoro di modificare le mansioni dei lavoratori (cosiddetto ius variandi).



Altre novità di rilievo



La legge delega approvata, inoltre, prevede:

– il contratto di lavoro a tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro e il Governo è chiamato a renderlo "più conveniente rispetto ad altri tipi di contratto";

– il «superamento» delle collaborazioni coordinate e continuative;

– la revisione dell’indennità di disoccupazione (Aspi);

– la riforma dei servizi per il lavoro e l’ampliamento delle politiche attive;

– la semplificazione delle discipline e delle tipologie contrattuali;

– la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro con il dichiarato obiettivo di "ridurre drasticamente il numero di atti di gestione di carattere amministrativo";

– la semplificazione delle norme interessate da rilevanti contrasti interpretativi;

– l’aggiornamento delle misure di tutela della maternità. 

Al di là delle polemiche sul superamento della tutela reale, alcuni punti della riforma – come ad esempio l’eliminazione dei contrasti interpretativi e la semplificazione degli adempimenti del datore di lavoro – rappresentano, a nostro avviso, provvedimenti di un legislatore illuminato che da tempo le aziende, i lavoratori e gli operatori del settore attendono di vedere all’opera. 




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