Categorie: Insights, Prassi

Tag: Contratto dei chimici, Patto di fabbrica


30 Lug 2018

Firmato il contratto dei chimici

Il 20 luglio 2018, le parti sociali hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e Gpl (cd contratto dei chimici). Le novità principali con riferimento alla parte economica riguardano: (i) il riconoscimento di un aumento di 97 euro lordi (categoria D1) sul trattamento economico minimo durante il periodo di vigenza del contratto che è stato allungato, in via transitoria, di sei mesi, quindi sino al giugno 2022. Aumento questo diviso in 4 tranche: 1° gennaio 2019 di 30 Euro; 1° gennaio 2020 di 27 Euro; 1°luglio 2021 di 24 Euro; 1° giugno 2022 di 16 Euro; (ii) conferma dal mese di luglio 2018 dell’Edr (elemento distinto del reddito) di 22 Euro, a cui si aggiungeranno altri 9 Euro da gennaio 2019 derivanti dalle verifiche del passato contratto. Al termine della vigenza del nuovo contratto è comunque prevista una verifica complessiva per garantire l’allineamento del trattamento minimo collettivo all’inflazione reale. Dal punto di vista normativo, oltre all’accento sui temi dell’occupazione e produttività, l’accordo pone particolare attenzione (i) al miglioramento della qualità delle relazioni industriali, (ii) al crescente investimento sul tema della sicurezza, salute e ambiente (anche mediante strumenti digitali) e (iii) ad una forte spinta alla diffusione della formazione (promuovendo di fatto l’occupazione giovanile). E’ il primo contratto collettivo nazionale di lavoro ad applicare l’accordo interconfederale sulla contrattazione firmato lo scorso 9 marzo (cd. Patto di fabbrica). La parola adesso passa ai lavoratori che nelle assemblee daranno la loro valutazione del contratto.

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