Categorie: Insights, Pubblicazioni


27 Dic 2018

I precedenti disciplinari avvalorano la giusta causa anche senza contestazione della recidiva (Il Quotidiano del Lavoro de Il Sole 24 Ore, 28 dicembre 2018 – Alberto De Luca, Petra D’Andrea)

Una lavoratrice è stata licenziata anche in base a precedenti infrazioni disciplinari. Tuttavia i precedenti non erano stati inseriti dal datore di lavoro nella contestazione disciplinare ai fini di obiettare l’esistenza di una condotta recidiva, ma erano stati unicamente richiamati nella comunicazione di licenziamento, per avvalorare l’intervenuta lesione del vincolo fiduciario.

Spiegando la propria impugnazione, la dipendente aveva dunque eccepito che i precedenti disciplinari richiamati nel licenziamento, rappresentandone elemento costitutivo, avrebbero dovuto essere oggetto della condotta contestata, non potendo dunque così rilevare ai fini della valutazione di proporzionalità della sanzione espulsiva.
Entrambi i giudizi di merito confermavano la validità del licenziamento, respingendo così anche l’eccezione della lavoratrice circa la mancata contestazione della recidiva.

Chiamata a pronunciarsi, la Corte di cassazione, con l’ordinanza del 26 novembre 2018 numero 30564, ha confermato la legittimità dell’orientamento espresso dai giudici di merito sul punto, escludendo che i precedenti disciplinari potessero avere natura costitutiva della condotta contestata, ben potendo invece essere considerati nella valutazione complessiva della lesione del vincolo fiduciario, ai fini della ricorrenza di una giusta causa di licenziamento.

In questo senso la Suprema corte si è espressa conformemente all’orientamento di legittimità consolidato, che ritiene non necessaria la preventiva contestazione della recidiva disciplinare allorquando i precedenti rappresentino un mero precedente negativo della condotta, rilevante ai fini determinazione della sanzione proporzionata da irrogare (Cassazione sezione lavoro 1909/2018; 9173/1997).

 

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