Categorie: Insights, Giurisprudenza

Tag: frode, mancato preavviso, rapporto di agenzia, recesso


30 Set 2021

Rapporto di agenzia: è nullo il patto di stabilità che prevede una penale eccessivamente onerosa per l’agente

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 24478 del 10 settembre 2021, ha dichiarato nullo per frode alla legge il patto di stabilità accluso al contratto di agenzia che, prevedendo una penale eccessivamente onerosa in caso di violazione, incide in misura significativa sulla normale facoltà di recedere di una delle parti, limitandola fortemente.

I fatti di causa

I fatti di causa traggono origine dalla decisione del Tribunale territorialmente competente, confermata in grado d’appello, che aveva dichiarato privo di giusta causa il recesso esercitato da un agente, condannandolo al pagamento in favore della preponente dell’indennità sostitutiva del preavviso. I giudici di merito avevano, altresì, dichiarato nullo il patto di stabilità apposto al contratto di agenzia che prevedeva in capo all’agente la corresponsione di una penale pari a Euro 100.000 qualora avesse deciso di recedere, per qualsivoglia motivo, prima di una determinata data.

Avverso la decisione di merito, ricorreva in cassazione la preponente sostenendo che la penale non rappresentava una sanzione per il mancato adempimento dell’obbligo di preavviso concretizzando, invece, una liquidazione anticipata del danno derivante dall’aver la stessa investito in un rapporto di collaborazione che si aspettava stabile. Resisteva, contro ricorso l’agente ed entrambe le parti presentavano memorie.

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, nel confermare la decisione di merito, ha ritenuto applicabile alla fattispecie un proprio principio secondo cui l’art. 1750, comma 4, cod. civ. – nel porre la regola inderogabile per la quale i termini di preavviso devono essere gli stessi per le due parti del rapporto – esprime un precetto materiale che vieta pattuizioni che alterino la parità delle parti in materia di recesso.

Conseguentemente, a parere della Corte di Cassazione, è nullo per frode a detto precetto (art. 1344 cod. civ.) il patto che contempli, in aggiunta all’obbligo di pagare l’indennità di mancato preavviso, una penale a carico del solo agente che si renda inadempiente all’obbligo di dare preavviso (Cass. n. 24274 del 14/11/2006).

Nel caso di specie, sebbene il patto di stabilità non fosse correlato formalmente all’obbligo di osservare il preavviso, i giudici di merito hanno – ad avviso della Corte– correttamente disposto la sua nullità.

Secondo la Corte di Cassazione, il patto di stabilità, per come strutturato, realizzava l’effetto di alterare la parità delle parti in materia di recesso. Ciò in quanto “il suo rilevantissimo importo, incidesse (ndr incideva) in maniera significativa sulla normale facoltà di recedere di una sola delle parti, limitandola fortemente, ed eludendo, per tale via, il principio imperativo della parità delle parti medesime in materia di recesso”. Il patto in questione aveva, infatti, l’effetto di rendere “notevolmente più gravosa, per il solo agente, la possibilità di liberarsi dal vincolo corrispondendo esclusivamente l’indennità di preavviso”.

In considerazione di quanto sopra, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla preponente, condannandola alla rifusione, in favore della controricorrente, delle spese di lite.

Altri insight correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

1 Ott 2026

E-mail aziendale e controlli difensivi: quando GDPR e diritto del lavoro non coincidono 

La vicenda Piaggio mostra con particolare evidenza come, a fronte dei medesimi fatti, possano convivere valutazioni profondamente diverse a seconda della prospettiva adottata. Il Tribunale di Pisa, con…

1 Ott 2026

NASpI e reintegra: l’opzione del lavoratore fa perdere l’indennità 

Massima  La Corte di Cassazione, con la recente n. 24981 del 3 settembre 2026, ha statuito che, ove il licenziamento sia annullato con ordine di reintegrazione ai sensi…

1 Ott 2026

Lo sai che… una testimonianza resa in giudizio può avere rilevanza disciplinare e, nei casi più gravi, giustificare il licenziamento? 

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25687 del 22 settembre 2026, ha affrontato il tema della rilevanza disciplinare delle dichiarazioni rese dal lavoratore nell’ambito di…

29 Set 2026

Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza (Agenda digitale, 29 settembre 2026 – Vittorio De Luca e Martina De Angeli)

La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale utilizzati senza autorizzazione aziendale espone le imprese a rischi che riguardano dati personali, informazioni riservate, know-how e cybersecurity. Per governare la…

24 Set 2026

Il concetto di “territorio” nell’ambito del patto di non concorrenza (Top24 Lavoro Ai – Il Sole 24 Ore, 24 settembre 2026 – Vittorio De Luca e Alessandro Ferrari)

Le problematiche interpretative alla luce della più recente giurisprudenza in materia di nullità del patto di non concorrenza per indeterminatezza del limite territoriale Con ordinanza del 2 aprile…

16 Set 2026

Lo sai che… la violazione reiterata delle procedure aziendali può giustificare il licenziamento del responsabile di punto vendita? 

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25231 dell’11 settembre 2026, ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato alla gestrice di punto vendita…