Obbligazione di mezzi per il contratto di consulenza aziendale (Il Quotidiano del lavoro – Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2015)
Esprimendosi su una decisione della Corte d'appello di Lecce, la Sesta Sezione Civile della Corte di cassazione...
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Esprimendosi su una decisione della Corte d'appello di Lecce, la Sesta Sezione Civile della Corte di cassazione...
Con sentenza 4 maggio 2015 n. 18444, la Quarta Sezione...
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10037/15, torna nuovamente a pronunciarsi sulla questione mobbing e relative responsabilità del datore di lavoro. La Suprema Corte ricollega la responsabilità del datore per i danni da mobbing arrecati ad un proprio dipendente ad una forma di responsabilità per colpa riconducibile al fatto che non erano state adottate misure volte ad eliminare il compimento delle iniziative vessatorie.
Ammortizzatori. Per le situazioni già autorizzate e i dipendenti già sospesi cassa fruibile anche dopo il termine del 31 dicembre. L’articolo 2, comma 70, della legge 92/12 (riforma Fornero) ha abrogato...
La Corte di Cassazione, con la sentenza del 16 marzo 2015, n. 5173, torna a proporre un’interpretazione, riguardante i presupposti del licenziamento per giustificato motivo oggettivo che non risulta espressamente dal dettato normativo.
Il caso esaminato dalla Sezione Lavoro della Corte...
L’art. 3, comma 1, del D.Lgs. n. 23/15 stabilisce che qualora venga accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo “il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento” e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di anzianità aziendale, con un limite minimo di 4 mensilità e un massimo di 24 mensilità.
L’entrata in vigore del contratto a tutele crescenti pone dubbi interpretativi in merito al regime di decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi connessi al rapporto lavoro.