Categorie: Insights, Lo sai che · News

Tag: diritto del lavoro, trasparenza salariale


2 Lug 2026

Lo sai che… dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026?

Dal 7 giugno 2026 è pienamente in vigore il Decreto Legislativo n. 96/2026, che introduce anche nell’ordinamento italiano un sistema strutturato di trasparenza retributiva con l’obiettivo di rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.

La portata della riforma è significativa, perché non si limita a ribadire principi già presenti, ma incide concretamente sulle modalità di determinazione, gestione e comunicazione delle retribuzioni all’interno delle organizzazioni, imponendo nuovi obblighi informativi e, al contempo, riconoscendo ai lavoratori strumenti di controllo più incisivi.

Uno dei profili di maggiore impatto riguarda la fase di selezione. I datori di lavoro sono ora tenuti a indicare già prima dell’assunzione la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva e, parallelamente, non possono più richiedere informazioni sulla storia retributiva dei candidati. Si tratta di un intervento volto a evitare che eventuali disparità pregresse si consolidino nel tempo e a rendere il processo di negoziazione più trasparente e basato su criteri oggettivi.

La trasparenza, tuttavia, non si esaurisce nella fase preassuntiva. Durante il rapporto di lavoro, le imprese sono chiamate a rendere accessibili i criteri utilizzati per determinare le retribuzioni, le progressioni economiche e gli avanzamenti di carriera, che devono essere fondati su parametri neutrali rispetto al genere. In questo contesto, ai lavoratori è riconosciuto il diritto di ottenere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per genere, relativi alle categorie comparabili, al fine di verificare l’eventuale esistenza di differenze non giustificate.

Ma numerosi sono gli ulteriori obblighi introdotti dal Decreto Legislativo, tra cui, in particolare, l’obbligo di reporting sul gender pay gap per le imprese con almeno 100 dipendenti, nonché il significativo rafforzamento dei meccanismi di tutela, attraverso l’introduzione di un sistema sanzionatorio e di strumenti di enforcement più incisivi.

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