Categorie: Insights, Pubblicazioni

Tag: diritto del lavoro, Whistleblowing


12 Dic 2023

Troppi ritardi in azienda sulle denunce anonime e si rischia la sanzione (L’Economia de Il Corriere della Sera – 11 dicembre 2023, Vittorio De Luca)

È attiva dall’inizio del 2023 all’interno dello studio legale De Luca & Partners una nuova task force interamente dedicata al nuovo decreto sul Whistleblowing, che prevede l’obbligo, per i datori di lavoro, di
implementare un sistema di tutela e protezione per gli autori di segnalazioni di reati e irregolarità sul luogo di lavoro. Offrirà supporto legale alle aziende nell’adozione delle procedure necessarie a garantire la conformità alla normativa, in ogni suo aspetto.
Secondo un sondaggio della task force sullo stato dell’arte dell’applicazione concreta della normativa da
parte delle imprese italiane, risulta che sono ancora lontane dall’adempimento alle disposizioni che, entro il 17 dicembre 2023, dovranno essere adottate anche dalle organizzazioni più piccole, tra i 50 e i 249
dipendenti. Nello specifico, è sul campo delle procedure aziendali, come l’individuazione delle violazioni che possono diventare oggetto di segnalazione o dei destinatari delle segnalazioni, che le imprese mostrano un inadempimento generale. «Notiamo una generale tendenza a sottovalutare la complessità delle attività da effettuare per ottemperare alle disposizioni del Decreto Whistleblowing», sottolinea Vittorio De Luca, managing partner di De Luca & Partners. «Solo per citare le principali attività, occorre dettagliare in apposite procedure aziendali tutti gli aspetti del processo. Le aziende dimostrano un certo ritardo nel valutare attentamente attraverso quale sistema, anche informatico, devono effettuare le segnalazioni, nel pieno rispetto della vigente normativa in materia di privacy. Non solo, occorre assicurarsi che il codice disciplinare adottato sia adeguato ad evitare di vanificare eventuali provvedimenti disciplinari adottati. Il tutto, in un quadro normativo che sancisce, per la mancata adozione di un processo di gestione ad hoc delle segnalazioni, due rischi rilevanti: una sanzione sino a 50 mila euro, ed il venir meno delle esimenti previste dal decreto legislativo 231/01», conclude l’avvocato De Luca.

Continua a leggere la versione integrale su L’Economia de Il Corriere della Sera.

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