Categorie: Insights, Giurisprudenza

Tag: dimissioni


18 Ago 2022

Dimissioni per fatti concludenti: una alternativa concreta al licenziamento per giusta causa?

Il Tribunale di Udine, con la sentenza n. 20 del 27 maggio 2022, ha affermato che assentarsi dal lavoro senza fornire alcuna giustificazione, per indurre il datore di lavoro ad adottare un licenziamento per assenza ingiustificata, è da censurare. Tale comportamento integra la fattispecie delle dimissioni per facta concludentia, anche senza il rispetto della procedura telematica.

Nel merito, il Giudice ha ritenuto illegittimo il comportamento di una lavoratrice, che non aveva effettuato la procedura, assentandosi per più giorni, con lo scopo di costringere il datore di lavoro a licenziarla per assenze ingiustificate così da ottenere la NASPI. Il Giudice ha ritenuto, invece, corretta la condotta del datore di lavoro che aveva comunicato al centro per l’impiego le dimissioni della dipendente, privandola così del diritto all’indennità di disoccupazione.

Al fine di ottenere il riconoscimento della NASPI occorre, infatti, che la cessazione del rapporto di lavoro sia avvenuta per eventi indipendenti dalla volontà del lavoratore come, ad esempio, il licenziamento disciplinare.

Da qui è derivata la prassi illegittima da parte di taluni dipendenti e consistente nella volontaria assenza ingiustificata dal lavoro per poter essere licenziati per giusta causa e poter percepire l’indennità di disoccupazione.

A tal riguardo, il Tribunale rammenta come la procedura telematica, prevista dall’art. 26 D.Lgs. n. 151/2015, pur avendo l’obiettivo di assicurare la genuinità delle dimissioni presentate dal lavoratore e consentirgli di essere libero da condizionamenti, non si spinge fino ad abrogare gli effetti degli artt. 2118 e 2119 cod. civ., che offrono la possibilità al lavoratore, mediante comportamenti concludenti, di rassegnare “di fatto” le proprie dimissioni attraverso una serie di assenze dal luogo di lavoro.

La lettura interpretativa del Tribunale di Udine si colloca nell’ottica di consentire la cessazione del rapporto di lavoro anche per fatti concludenti, esigenza presente invero nella legge delega n. 183/2014 ma rimasta inattuata nel D.Lgs. n. 151/2015. Pertanto, non si può ritenere che in caso di inerzia del lavoratore nel rassegnare formali dimissioni – già fattualmente intervenute – possa pervenirsi alla risoluzione del rapporto di lavoro solo attraverso l’adozione di un licenziamento per giusta causa.

Tale soluzione sarebbe “irragionevole” e “di dubbia compatibilità costituzionale”, nonché in contrasto con i principi dell’affidamento e della buona fede in senso oggettivo. Infatti, attraverso un licenziamento “imposto” al datore di lavoro, si darebbe luogo ad un esborso di provvidenze pubbliche – a favore del licenziato – per tutelare un fittizio stato di disoccupazione. Stato di disoccupazione, in realtà, esito di una scelta libera e non involontariamente subita dal lavoratore.

Altri insights correlati:

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

9 Feb 2026

Welfare & HR Summit (Il Sole 24 Ore, 25 febbraio 2026 – Vittorio De Luca)

L’appuntamento per il 5° Welfare & HR Summit de Il Sole 24 Ore è per mercoledì 25 febbraio dalle ore 15.00. L’evento vedrà la partecipazione di Vittorio De Luca tra gli esperti…

6 Feb 2026

Parità retributiva e trasparenza: presentato lo schema di decreto attuativo

L’Italia è tra i primi Stati membri ad aver adottato lo schema di decreto legislativo attuativo della Direttiva UE 2023/970, che ha ottenuto ieri il primo via libera…

30 Gen 2026

La condanna per stalking può giustificare il licenziamento per giusta causa 

Con l’ordinanza n. 32952 del 17 dicembre 2025, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha affermato che la condanna definitiva per reati di stalking e maltrattamenti può legittimare il licenziamento…

30 Gen 2026

Siamo sempre un Great Place To Work!

Per il terzo anno consecutivo, De Luca & Partners ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Great Place to Work®, una conferma importante del valore che attribuiamo alle persone e…

29 Gen 2026

Corte di Cassazione: controlli datoriali e utilizzo delle chat aziendali per fini disciplinari

La chat aziendale “destinata alle comunicazioni di servizio dei dipendenti che vi accedono mediante account aziendale, costituisce uno strumento di lavoro, ai sensi dell’art. 4, comma 2, della…

28 Gen 2026

Condotta antisindacale: la Cassazione supera il formalismo e guarda alla sostanza

Con l’ordinanza n. 789 del 14 gennaio 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della condotta antisindacale del datore di lavoro in relazione agli obblighi di…