Categorie: Insights, Giurisprudenza


5 Mag 2015

CORTE DI CASSAZIONE, 6 MAGGIO 2015 N. 18667: QUANDO UN APPALTO È ILLECITO

La Corte di Cassazione, con sentenza del 6 maggio 2015, n. 18667, ha affermato che, per la ricorrenza di un appalto illecito, non è sufficiente avere offerto la prova che il committente abbia dato ordini ai dipendenti dell’appaltatore ma occorre indagare il contenuto di tali ordini e provare che essi riguardano la prestazione di lavoro di fatto svolta. Ciò in quanto se le disposizioni rivolte ai lavoratori «appaltati» riguardino solamente il risultato della prestazione (che in sé può formare l’oggetto genuino dell’appalto), non potrebbero sorgere motivi di censura e sanzione da parte dell’ordinamento. In particolare, a parere della Suprema Corte, il reato di appalto illecito si configura allorquando viene contemporaneamente fornita la prova (i) dell’effettiva inesistenza di un rischio di impresa; (ii) del difetto di organizzazione, comunque sia, dei mezzi necessari all’esecuzione dell’appalto; (iii) dell’assenza di un potere organizzativo e diretto sui lavoratori, non escluso, di per sé, da eventuali ordini impartiti dal committente. Un chiarimento di principio, questo, degno di nota in quanto destinato non soltanto a stravolgere le dinamiche delle indagini penali sugli appalti di servizi da parte degli ispettori del lavoro e delle Procure ma anche a favorire l’organizzazione degli appalti labour intensive. In sostanza, un deciso monito ai giudici di merito a non aderire a tesi accusatorie preconcette.

Iscriviti alla newsletter

Contattaci

Hai bisogno di informazioni? Scrivici e il nostro team di esperti ti risponderà il prima possibile.

Compila il form

Altre news e insights

8 Apr 2026

Gestione della posta elettronica aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro: i limiti secondo il Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali ha nuovamente espresso il proprio parere sulla gestione della posta elettronica aziendale da parte dei datori di lavoro dopo la…

8 Apr 2026

Licenziamento orale: onere della prova in capo al lavoratore

Con l'ordinanza n. 4077 del 23 febbraio 2026, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema del licenziamento orale, statuendo che il lavoratore che impugni la risoluzione…

8 Apr 2026

Lo sai che… l’incompatibilità tra colleghi può giustificare il trasferimento del dipendente?

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, ha affermato che il trasferimento del lavoratore può essere legittimamente disposto anche in presenza…

7 Apr 2026

Il confine tra riposo e inattività nella gestione dell’orario di lavoro (AIDP – HR Online, 7 aprile 2026 – Vittorio De Luca, Alesia Hima)

Nel linguaggio organizzativo delle aziende si parla spesso di “pause”, “attese” o “tempi morti”. Nella pratica operativa questi termini vengono utilizzati quasi come sinonimi. Dal punto di vista…

17 Mar 2026

Parità salariale, via libera al decreto su parità e trasparenza retributiva (People are People, 16 marzo 2026 – Claudia Cerbone, Martina De Angeli)

Claudia Cerbone e Martina De Angeli, professioniste dello studio De Luca & Partners, firmano il presente articolo dedicato allo schema di decreto legislativo approvato lo scorso 5 febbraio…

10 Mar 2026

Legittimo il trasferimento del lavoratore quando vi sia incompatibilità con il contesto aziendale (Camera di Commercio Italo-Francese, 10 marzo 2026 – Vittorio De Luca, Silvia Zulato)

Con l’ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, la Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ha ribadito che una situazione di incompatibilità ambientale può giustificare il trasferimento del lavoratore quando tale situazione…