IA nei processi HR: il Ministero del Lavoro fissa le indicazioni operative per la corretta adozione dell’IA nei luoghi di lavoro
“L’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale per processi decisionali aziendali che riguardano i lavoratori – come selezione, assegnazione di compiti, valutazioni di performance o provvedimenti disciplinari – è ammesso solo in presenza di garanzie adeguate. È quanto stabilito dalle Linee Guida per l’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro, pubblicate dal Ministero del Lavoro a giugno 2025.”
Cosa può fare l’azienda per essere compliant alle Linee Guida?
Effettuare una mappatura completa dei sistemi IA utilizzati in azienda, specificando obiettivi, dati trattati, ambiti di applicazione e soggetti responsabili.
Garantire supervisione umana obbligatoria: ogni decisione che incide sulla posizione giuridica del lavoratore (assunzione, licenziamento) deve essere verificabile e validata da un soggetto umano competente.
Assicurare trasparenza algoritmica: i lavoratori devono essere informati, con linguaggio chiaro, sul funzionamento del sistema IA, i criteri utilizzati e la possibilità di contestazione.
Predisporre una valutazione d’impatto (DPIA) e una valutazione del legittimo interesse, per identificare e mitigare i rischi di discriminazione, bias, errori o violazioni della privacy.
Aggiornarela documentazione interna (informative privacy, policy interne, registro dei trattamenti, lettere di autorizzazione), con riferimento esplicito all’uso di IA.
Verificare i contratti con i fornitori IT: deve essere chiaro chi sviluppa, controlla e manutenere il sistema, e quali sono i limiti di responsabilità.
Una gestione inadeguata dei sistemi IA espone l’azienda non solo a rischi di violazione della normativa privacy (GDPR), ma anche a possibili sanzioni e contenziosi per violazione dei diritti dei lavoratori, con riferimento all’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori e ai principi di non discriminazione, nonché agli obblighi informativi previsti dal D.Lgs. 104/2022 (cd. Decreto Trasparenza).
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