Parità di genere, gli strumenti ci sono, la moda li adotti (The Platform, 25 agosto 2025 – Martina De Angeli)
Parità di genere nel settore moda: tra inclusività, obblighi normativi e pratiche virtuose
Il settore della moda si trova oggi a confrontarsi con principi come l’inclusività e la parità di genere. Principi che non devono intendersi applicabili solo alle scelte creative o comunicative proprie del settore ma ad obblighi etici e normativi che prevedono il rispetto dei diritti della persona e la responsabilità sociale delle imprese.
L’ordinamento italiano, ad oggi, prevede il:
Codice delle Pari Opportunità, D.lgs. 198/2006, che sancisce il divieto di discriminazioni dirette e indirette, promuovendo l’equilibrio di genere nei luoghi di lavoro;
Decreto Legislativo 254/2016, che impone alle grandi imprese di rendicontare aspetti sociali, come le politiche per l’inclusione.
In aggiunta a ciò, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha introdotto la “Certificazione per la parità di genere”. Disciplinata dal Codice delle pari opportunità e dalla Legge 162/2021, il sistema di certificazione è regolato dalla UNI/PdR 125:2022. Ossia una prassi di riferimento che valuta le politiche aziendali in materia di inclusione, parità retributiva, accesso alle posizioni apicali, conciliazione vita-lavoro e tutela della genitorialità.
La Direttiva europea
A livello europeo, la Strategia per la parità di genere 2020–2025 e la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale, si pongono l’obiettivo di rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.
A differenza della “Certificazione per la parità di genere” che costituisce uno strumento volontario, gli Stati Membri dovranno recepire la Direttiva entro il 7 giugno 2026. Nel frattempo, è opportuno che le imprese italiane inizino a familiarizzare con i nuovi obblighi previsti considerando l’impatto che gli stessi avranno nelle politiche aziendali tanto nella fase di recruitment e on boarding quanto in quella di gestione del rapporto di lavoro. E in questo scenario, vale la pena rilevare che ottenere la “Certificazione per la parità di genere” rappresenta un importante vantaggio nel percorso di adeguamento alla Direttiva.
Nonostante la forte presenza femminile nel settore, numerosi studi hanno evidenziato che le posizioni dirigenziali e creative sono ancora occupate prevalentemente da uomini.
Continua a leggere la versione integrale pubblicata su The Platform.
Con l’ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, la Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ha ribadito che una situazione di incompatibilità ambientale può giustificare il trasferimento del lavoratore quando tale situazione…
Il monitoraggio dei lavoratori attraverso strumenti digitali è una pratica in rapida espansione, accelerata dalla diffusione del lavoro da remoto e dalla trasformazione digitale delle imprese. Prima di…
Per lo storico studio legale di giuslavoristi, l’agenzia ha sviluppato il logo dei 50 anni e la campagna adv, ha gestito la pianificazione media on e off-line e rinnovato l’identità visiva del sito web. Milano, 3 marzo 2026 – De…
La disciplina dei licenziamenti continua a rappresentare uno dei nodi centrali del diritto del lavoro italiano, terreno di costante tensione tra libertà di iniziativa economica e tutela della…
È recente la notizia che uno dei più importanti player del “food delivery” in Italia è stato sottoposto acontrollo giudiziario, disposto con decreto d’urgenza del pubblico ministero –…
Il 25 febbraio 2026 Vittorio De Luca ha partecipato alla sesta edizione del Welfare & HR Summit de Il Sole 24 Ore, in particolare, il nostro managing partner,…