Parità e trasparenza retributiva: la Direttiva UE n. 2023/970
In occasione del nostro ultimo Team Meeting tra i vari argomenti, abbiamo presentato una relazione sull’ultima Direttiva UE in materia di parità retributiva di genere.
Normativa italiana in materia di parità retributiva
«La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. »
D.lgs. 198/2006 (come modificato dalla Legge n. 162/2021) – Codice delle pari opportunità
Obiettivo: eliminare ogni discriminazione basata sul sesso attraverso misure premiali;
Certificazione della Parità di Genere: riconosciuta alle aziende che pongono in essere politiche attive al fine di attestare/dimostrare l’adizione di misure concrete attuate per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità.
Benefici:
Miglioramento della reputazione di un’azienda;
Riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e benefici fiscali;
Elemento premiante nelle gare di appalto.
Oggetto – Art. 1
Stabilire prescrizioni minime per gli Stati membri intese a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore tra uomini e donne («principio della parità della retribuzione»);
Gli Stati membri possono introdurre disposizioni più favorevoli.
Ambito di applicazione – Art. 2
Datori di lavoro del settore pubblico e privato, senza limiti e senza soglie minime di dipendenti;
Tutti i lavoratori che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro quale definito dal diritto, dai contratti collettivi e/o dalle prassi in vigore in ciascuno Stato membro;
Ai candidati a un impiego.
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